Home Sociale Salerno, Finetica:“Bisogna supportare le vittime ancor prima della denuncia”

Salerno, Finetica:“Bisogna supportare le vittime ancor prima della denuncia”

Chiusa oggi, presso la Sala Gonfalone Palazzo di Città a Salerno, la due giorni organizzata da Finetica Onlus ed iniziata ieri a Caserta. Anche oggi legalità, lotta al Racket, all’Usura e prevenzione nelle scuole, sono state le parole d’ordine del  patrocinato da Regione Campania, IFEL Campania e dai Ministeri dell’Interno, Economia e Finanza, Istruzione Università e Ricerca.

L’apertura  questa volta è stata affidata a Luigi Gravagnuolo, responsabile FINETICA in provincia di Salerno che ha illustrato le peculiarità della Onlus portando all’attenzione della platea i tre avvisi emanati dalla Regione riguardanti l’inclusione sociale, i beni confiscati alla criminalità e la scuola di comunità.

Interviene poi il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che sottolinea come la lotta per la cultura della legalità abbia una ricaduta concreta, anche economica, sulla vita dei cittadini e sottolinea come le parole Racket ed Usura provochino inquietudine. Per questo, aggiunge il Sindaco, è necessaria un azione di propaganda della legalità che parta dalla scuola, oggetto anche del programma di governo della città di Salerno così come l’interesse per il riutilizzo dei Beni Confiscati. Dello stesso parere il Consigliere Provinciale Pasquale Sorrentino  che plaude all’iniziativa e testimonia la concreta volontà della Provincia di investire sulla legalità.

Il Capo di Gabinetto della Prefettura di Salerno, la Dott.ssa Rosa FALASCA denuncia l’esistenza di un sommerso, riguardo ai reati di Usura e Racket, e la necessità di un opera di informazione per far conoscere le modalità di accesso ai benefici ai quali chi denuncia può accedere. Tutto questo è necessario proprio come l’assistere poi la vittima lungo tutto l’iter e tutto questo, aggiunge la Falasca, è possibile solo grazie ad una azione congiunta tra enti ed associazioni.

Interviene poi Nello Tuorto, Presidente Associazione Antiusura FINETICA,  che illustra come l’associazione, iscritta al Registro della Prefettura di Napoli, quando agisce fuori da quel territorio informa le Prefetture di competenza. Il Progetto di Finetica sull’ Adozione Sociale è stato approvato dalla Regione e sarà attivo su tutto il territorio grazie alla partnership con l’associazione ALILACCO. L’Associazione Finetica amministra un fondo di 3 milioni e mezzo di euro del Ministero Economie e Finanze che proviene in parte dalle sanzioni al sistema bancario e in parte dalle liquidità confiscate alla criminalità. Ai 3 milioni e mezzo Finetica è arrivata dopo 10 anni di attività. Nel 2016 la Onlus ha aiutato 60 famiglie in Campania ma 60 è poco rispetto alla massa. Bisogna insistere sull’ uso consapevole del denaro, aggiunge Tuorto, che sottolinea gli importanti stanziamenti, circa 100 milioni di euro che la Regione Campania ha messo in campo che consistono in tre avvisi pubblici riguardanti l’Adozione Sociale, i Beni Confiscati e la Scuola di Comunità su cui si punta per l’educazione alla legalità anche economico finanziaria. Tuorto sottolinea come il 25% dei cittadini italiani non siano in grado di dare garanzie bancarie per cui, esclusi dai legali canali di credito, diventano facilmente vittime dell’Usura ed è a questi soggetti che devono essere rivolte le attenzioni di tutti, lottando per un accesso al credito, in collaborazione anche con l’Arci ed altre Associazioni.

Amleto Frosi, Presidente Associazione Antiracket ALILACCO, punta il dito sui farraginosi ingranaggi del sistema che creano criticità ed impediscono alle vittime di vedere rispettati i propri diritti nei tempi previsti dalla legge. Necessario è fare rete ed instillare la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini mettendo questi al centro e non la normativa.

Pasquale Riccio illustra il GIUBILEO BANCARIO che potrebbe aiutare famiglie e piccole imprese che compongono i così detti crediti deteriorati. Viste le otre 500.000 cause di espropri abitativi vorrebbe dire dare la possibilità di saldare il proprio debito al netto invece che svendere poi ai “Fondi Avvoltoi” i crediti da parte delle banche per molto meno. Altro progetto illustrato da Riccio, che per anni ha lavorato al fianco di Padre Massimo Rastrelli alla Fondazione Moscati, è “METTIAMOCI IN GIOCO”, un progetto alla lotta alle ludopatie che prevede il NO alla Pubblicità del Gioco d’Azzardo, il NO alle Slot negli esercizi commerciali e più autonomia per gli enti locali, comuni e province, per regolamentare le Sale Gioco come già ha fatto la città di Napoli.

L’Architetto Di Marino, membro della Fondazione IFEL Campania, evidenzia lo sforzo positivo e concreto della Regione Campania. Sottolinea come i 98 milioni di fondi, già menzionati da Tuorto, siano frutto di un Protocollo d’intesa tra enti ed agenzie che, dopo aver programmato tutte le risorse, serviranno a contrastare al Criminalità che dal racket, dall’usura e dal gioco d’azzardo trae forza e risorse. Parla poi dei 34 milioni di euro che saranno investiti per i Beni Confiscati che potranno essere così riconvertiti in centri per assistenza agli immigrati, ai minori, alle donne vittime di violenza e, in alcuni casi, anche in risorse per le emergenze abitative. Scopo di IFEL è portare l’utilizzo dei Beni Confiscati da 38% al 43%.

Roberto De Luca, Assessore Bilancio e Sviluppo Comune di Salerno, testimonia l’attenzione del Comune di Salerno sui temi della legalità e della sicurezza e la lotta intrapresa contro l’illegalità, L’aspetto normativo c’è ma bisogna insistere sull’ aspetto culturale. Basta poco a generare il degrado e l’insicurezza, aggiunge De Luca, portando all’attenzione l’impegno del Comune che sta lavorando molto ad un piano per le periferie con un investimento da 18 milioni che verranno investiti in beni materiali ed immateriali con azioni di prevenzione nelle scuole, con investimenti per il decoro urbano e la videosorveglianza. Fondamentale è tutelare i cittadini e le imprese.

Chiude i lavori il Prefetto Franco Malvano, Commissario Antiracket e Antiusura Regione Campania, che sottolinea come, in tema di Beni Confiscati, la Regione Campania ha tre leggi che sono tre pilastri ed esempio per tutta la Nazione in tema di riutilizzo sociale dei Beni ma ci si scontra con le difficoltà dell’Agenzia Nazionale, solo 1500 beni assegnati su 3000 in Campania, e col disinteresse dei Comuni con i quali sono stati organizzati molti incontri ma con pochi risultati. “Il mio è un controllo affettuoso” ,dichiara Malvano che si occupa di criminalità dagli anni 70, un controllo necessario quando si tratta dover assegnare i Beni Confiscati e che è una garanzia. Punto dolente secondo Malvano sono la lotta al Racket ed all’Usura, poca informazione sulle nuove normative e sulle risorse, poca sensibilità e fattori culturali  frenano il contrasto a queste piaghe della società che riempiono le tasche della malavita. “Bisogna stare vicino ai cittadini, bisogna supportare le vittime ancor prima che questi sporgano denuncia e farli sentire protetti ed assistiti”, dichiara Malvano.