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Riforma Pensioni 2016, cosa aspettarsi da gennaio: le ipotesi di Damiano e Boeri

La fine dell’anno è ormai ad un passo, con questo 2015 la speranza degli Italiani era il veder chiudersi definitivamente l’annosa questione relativa al nodo pensioni targato “Legge Fornero”, ma a quanto pare una soluzione definitiva ancora non si riesce a trovare. All’interno della legge di stabilità 2016 non si trovano ancora risposte efficaci in materia di riforma delle pensioni ed in modo specifico per quanto riguarda l’uscita dal mondo del lavoro in modi più o meno flessibili. Tuttavia alcuni esponenti politici come Cesare Damiano presidente commissione lavori alla Camera dei deputati, sindacati e lo stesso presidente dell’Inps Tito Boeri hanno rilanciato alcune proposte in materia.

La proposta di Cesare Damiano per la riforma pensioni 2016, conferma Quota 41

Uno che sicuramente ci sta provando a cambiare la riforma delle pensioni è Cesare Damiano, in forza al partito democratico e particolarmente legato alla materia essendo Presidente della commissione lavoro alla Camera. Damiano nel 2013 propose la sua legge in materia previdenziale, la stessa prevedeva e prevede tutt’oggi una gestione molto semplice basata sui premi e penalizzazioni: si va in pensione a 66 anni d’età, con almeno 35 anni di contributi, è possibile inoltre anticipare la pensione con una penalizzazione del 2% annua oppure posticiparla, ma in questo caso si avrebbe un guadagno del 2% annuo. In entrambe le situazioni è consentito un termine massimo di 4 anni, dunque le penalizzazioni cosi come i guadagni non potranno superare l’8%.
Cesare Damiano ha inoltre proposto la sua idea di pensione anticipata, la fatidica e tanto discussa quota 41, relativa ai lavoratori precoci, dove in breve si andrebbe in pensione con 41 anni di contributi senza però nessuna penalizzazione.

Dunque Damiano si è dimostrato aperto e deciso ad apportare modifiche che possano portare dei vantaggi ai futuri pensionati,soprattutto per alcune categorie come appunto i lavoratori precoci, ad avallare la stessa tesi del deputato Pd, anzi migliorandola, sono stati i deputati del movimento 5 stelle, presentando a voce del cittadino Davide Tripiedi una proposta anche migliore, 40 anni di contributi piuttosto che 41.

La proposta di Boeri per la riforma delle pensioni 2016, uscita a 63 anni e 7 mesi

Altra proposta arriva dal presidente dell’Inps Tito Boeri, Presidente dell’Inps. Dopo le polemiche per un atteggiamento decisamente troppo politico ritorna in scena la sua ipotesi. I principali punti in discussione della sua proposta di riforma delle pensioni sono i seguenti:

1. SIA55
Si tratta di un reddito minimo da 500 euro in su che dovrà essere pagato a quelle persone che rimangono senza impiego dopo i 55 anni. Per ottenere il SIA55 bisogna rispettare una serie di requisiti, come avere un reddito sotto una certa soglia, iscriversi alle liste di collocamento e non possedere abitazioni al di fuori dell’abitazione principale.

2. Flessibilità in uscita
Significa dare la possibilità di abbandonare il lavoro in maniera anticipata sacrificando parte della propria pensione. Negli ultimi mesi sono state fatte molte proposte in questo senso – anche dalla stessa INPS – ma il governo le ha respinte tutte. La proposta di Boeri prevede un’uscita anticipata dal lavoro a partire da 63 anni e 7 mesi, più vent’anni di contributi, con un sacrificio di circa il 10-11 per cento dell’assegno mensile.

3. Ricalcolo e semplificazioni
I costi della proposta di Boeri sarebbero dovuti essere coperti principalmente da una serie di ricalcoli di vecchie pensioni e semplificazioni. Boeri ha previsto di ricalcolare – e quindi tagliare – le pensioni che in passato erano state erogate con il metodo retributivo e superiori ai 3.500 euro. Altre risorse sarebbero dovute arrivare dal taglio dei trasferimenti che per una serie di ragioni finiscono al 10 per cento più ricco della popolazione.

 

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