Home News Regione, Samuele Ciambriello è il nuovo garante dei detenuti

Regione, Samuele Ciambriello è il nuovo garante dei detenuti

Regione Campania è stato nominato oggi dal Consiglio Regionale Campania il nuovo Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello, da anni attivo nel volontariato con la sua associazione “La Mansarda” a favore delle persone ristrette.La nomina è stata pubblicata sul sito regionale Campano, qui di seguito l’atto ufficiale di nomina

Napoli, 12 settembre 2017 – E’ Samuele Ciambriello il nuovo Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania.
Ad eleggerlo il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Rosa D’Amelio, con 22 voti di preferenza. 47 sono stati i votanti, 24 le schede bianche e una nulla.

Approfondimento –  Ruolo e funzione del Garante.

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale è un’Autorità di garanzia, collegiale e indipendente, non giurisdizionale che ha la funzione di vigilare su tutte le forme di privazione della libertà, dagli istituti di pena, alla custodia nei luoghi di polizia, alla permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, alle residenze di esecuzione delle misure di sicurezza psichiatriche (Rems), ai trattamenti sanitari obbligatori.
Presente , con varie attribuzioni e denominazioni, nella maggior parte dei Paesi europei, in Italia è stato istituito dal d l. n. 146 del 2013, convertito, con modificazione, dalla legge 21 febbraio 2014, n.10 mentre il d. m 11 marzo 2015 n. 36 ha definito il regolamento sulla struttura e la composizione dell’Ufficio. E’ costituito in collegio, con due componenti e un presidente. Sul piano nazionale , coordina il lavoro dei garanti regionali, mentre sul piano internazionale è organismo di monitoraggio indipendente richiesto agli stati aderenti al Protocollo opzionale per la prevenzione della tortura (Opcat).
In questa scheda si descrivono le principali funzioni relative all’’esecuzione penale di adulti e minori e alle misure di sicurezza detentive.
In tali ambiti

  • vigila affinché l’esecuzione della custodia delle persone detenute in carcere e degli internati sia conforme a principi e norme nazionali ed internazionali.
  • interviene su criticità di carattere generale o su questioni che richiedono un’immediata azione

Quali poteri ha

  • visita, senza di autorizzazione, gli istituti penitenziari, gli ospedali psichiatrici giudiziari e le strutture sanitarie destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, le comunità terapeutiche e di accoglienza o comunque le strutture pubbliche e private dove si trovano persone sottoposte a misure alternative o alla misura cautelare degli arresti domiciliari, gli istituti penali per minori e le comunità di accoglienza per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, nonché, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, le camere di sicurezza delle Forze di polizia, accedendo, senza restrizioni, a qualunque locale adibito o comunque funzionale alle esigenze restrittive
  • prende visione, previo consenso dell’interessato, degli atti contenuti nel fascicolo della persona detenuta o privata della libertà
  • richiede alle amministrazioni responsabili delle strutture sopra indicate le informazioni e i documenti necessari; nel caso in cui l’amministrazione non fornisca risposta nel termine di trenta giorni, informa il magistrato di sorveglianza competente e può richiedere l’emissione di un ordine di esibizione
  • valuta i reclami ex art. 35 della legge 354/1975 (ordinamento penitenziario)

Come agisce

In via principale il Garante apre un dialogo con l’amministrazione interessata sollecitando  o proponendo interventi di carattere amministrativo o politico che consentano di risolvere li problemi riscontrati.
Se accerta violazioni alle norme dell’ordinamento ovvero la fondatezza delle istanze e dei reclami proposti ai sensi dell’articolo 35  dell’ordinamento penitenziario, invia specifiche raccomandazioni per risolvere criticità o irregolarità.
Se l’amministrazione non provvede, deve comunicare il dissenso motivato entro trenta giorni, termine oltre il quale il rapporto sulla visita viene reso pubblico con le risposte avute dall’Amministrazione o con l’indicazione che l’Amministrazione non ha fornito risposte.

Auguri per il nuovo incarico dalla Redazione.

PUBBLICITÀ