“La priorità è salvare vite”. Lo ha detto Federica Mogherini, l’alto rappresentante per la Politica estera durante il vertice in Commissione Europea. Ciò detto implica una ampia condivisione e partecipazione attiva al fenomeno migratorio di questi mesi. Da giorni le pagine di stampe e riflessioni alquanto asettiche di colleghi giornalisti, riportano proteste da parte dei cittadini,nei confronti dell’accoglienza dei richiedenti asilo politico.
Un interpretazione di notizie che hanno la responsabilità di pareggiare i conti con i diritti fondamentali sanciti nella Carta costituzionale. L’ultima protesta in Irpina è avvenuta questa mattina davanti al municipio di Moschiano (Av) di Vallo di Lauro, dove un gruppo di cittadini hanno protestato alla notizia dell’arrivo dei 40 profughi che saranno ospitati nell’ex ristorante nei confronti del primo cittadino il sindaco Mazzocca. Una realtà e focolai di proteste a sfondo razzista, che non si pone il problema di abbattere il muro del pregiudizio.
La questione dell’accoglienza è un problema che riguarda tutti, aiutare il richiedente asilo, è un atto di responsabilità nei confronti del sacrosanto diritto alla vita. Mercenari e burocrati dell’accoglienza con gli innumerevoli controlli delle autorità giudiziarie, sono oramai storia passata. Il problema che ogni cittadino dovrebbe porsi è:” Io come potrei accogliere nella mia comunità questo uomo,questa donna, questo bambino/a?” Stiamo parlando di persone e non di pacchi da spostare come oggetti da un posto all’altro, non stiamo valutando la bellezza della persona, quanto l’essenza di una vita degna di essere vissuta. Non siamo noi a decidere della vita del nostro-prossimo.
Non deve necessariamente essere il colore della pelle,la lingua straniera a incitare muri di cemento di indifferenza alla vita. L’ignoranza sullo scenario internazionale rischia di alimentare pregiudizi viziosi, che tendono a decidere della vita altrui sulla base del buono o cattivo. Ma l’interrogativo più grande dovrebbe essere dinanzi a questa negazione della vita, descritta ampiamente dalle foto terribili scattate in Pakistan, è perché la barbarie umana arriva fino a tanto? I richiedenti asilo politico sono persone che hanno nella loro mente storie e traumi di terrore che nessuno mai potrà cancellare. L’accoglienza non è solo salvare la vita, è riconoscere nell’alterità l’essenza stessa della vita umana basata sulle relazioni interpersonali comunitarie.