Home Attualità Papa Francesco, da quattro anni per noi e in mezzo a noi

Papa Francesco, da quattro anni per noi e in mezzo a noi

Il 13 marzo di quattro anni fa l’argentino Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa e sceglieva per se’ il nome di Francesco, che e’ stato uomo di pace e carita’. Esordiva dinanzi a un pubblico festante in Vaticano con un semplicissimo buonasera e si presentava come il papa venuto “dalla fine del mondo”. Un saluto che da subito voleva stabilire un contatto diretto con la gente e con una definizione (la sua provenienza) che intendeva manifestare stupore per la sua investitura e la sua “intrusione”.

Sono trascorsi quattro anni dalla sua piacevole “intromissione” nella vita di tutti i cristiani, vicini e lontani, per i suoi sforzi  in direzione ecumenica ed a rendersi popolare, anzi familiare a tutti. Egli non ama le celebrazioni, per cui non si sono svolti cerimonie particolari lo scorso 13 marzo; ricordiamo che in occasione dei suo ottanta anni, compiuti lo scorso 17 dicembre, Papa Francesco ha trascorso la giornata facendo colazione con i senzatetto nella sua residenza di Santa  Marta;  e pur ricevendo messaggi di auguri da tutto il mondo ha celebrato l’Eucarestia con i cardinali residenti a Roma nella Cappella Paolina.

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L’anno appena trascorso, Il 2016, e’ stato un periodo straordinario perche’ Anno Santo, voluto fortemente da Papa Bergoglio, e che e’ culminato nell’incontro dinanzi a una marea di giovani giunti da ogni dove, svoltosi a Cracovia. Nel marzo 2016 e’ stata presentata l’Enciclica AmorisLaetizia, esortazione apostolica sull’amore nella famiglia che raccoglie i contenuti dei Sinodi dei Vescovi del 2014 e 2015.

Papa Francesco esorta alla fecondita’ dell’amore e invita a rafforzare l’educazione dei figli; nello stesso tempo non rimane indifferente alla condizione dei separati risposati, cui tende la mano comprendendo la loro condizione di difficolta’ nei confronti di un tradizionalismo ecclesiale che stenta ad esser superato. Bergoglio dimostra di essere sensibile alle condizioni attuali che vedono tanti padri separati e famiglie divise, verso cui mostra tutta la sua comprensione; oppure manifestando la sua solidarieta’ alle perplessita’ dei giovani verso il matrimonio, che e’ visto come una barriera invalicabile per motivi economici e per la precarieta’ del lavoro.

L‘abilita’di questo Pontefice sta nel saper sollevare tanti problemi ostici che gravano sull’attuale societa’, avendo il garbo di non urtare la suscettibilita’ di alcuno. Egli non usa l’indice accusatore, ma promuove la discussione, il dibattito: cosi’ sul ruolo della politica, sull’esercizio del potere, come sul problema delle comunicazioni sociali o quello del lavoro che manca. Lo testimoniano le recenti prese di posizione verso Almaviva e Sky, societa’ orientate a corposi licenziamenti di personale; oppure l’invito, rivolto in specie ai giovani, a comunicare di persona e non attraverso la chat che spersonalizza e riduce i rapporti umani a meri contatti virtuali.

Papa Francesco ha inoltre mostrato grande sensibilita’ verso la condizione dei migranti , il cui problema sta scatenando ira e dissenso tra i popoli e che rischia di cambiare gli assetti politici e sociali dei territori dell’Europa intera, con acuti anche negli Stati Uniti. Nell’aprile 2016 si e’ recato nell’isola greca di Lesbo ove assieme al Patriarca di Costantinopoli ha pregato e si e’ prodigato per i migranti.

Ha dimostrato la sua propensione per il cammino ecumenico inoltre facendo visita in Svezia nel cinquantenario della Riforma Luterana, in occasione della quale ha sottoscritto una dichiarazione congiunta riconoscendo i meriti di Lutero e ricordando che la Chiesa deve esser sempre incline alle riforme, dimostrando una volta di piu’la sua apertura mentale. Hanno completato le sue aperture ecumeniche le visite apostoliche dello scorso anno in Messico ed Armenia, ove ha ricordato il genocidio della fine del secolo scorso, in Georgia ed Azerbaijan.


Altro gesto di profonda umilta’ dimostrato da Bergoglio e’ la lavanda dei piedi del Giovedi Santo ai rifugiati in un centro di Accoglienza, alle porte di Roma; e l’abbraccio all’incontro in Vaticano con l’imam Al-Azhar, il piu’ grande leader musulmano sunnita.

Toccante la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau in Polonia; cosi’ pure la cerimonia per la canonizzazione di Santa Teresa di Calcutta e la visita del 4 ottobre a terremotati del centro Italia in occasione della ricorrenza di San Francesco, patrono d’Italia..

Bergoglio e’ un Papa che ama stare tra la gente, e’ amorevolmente gradito e ricambiato ed e’ proprio questa confidenzialita’ la dote che permette che le sue  parole entrino in ogni casa, in ogni famiglia; che rende i suoi messaggi piu’ potenti e penetranti degli spot pubblicitari o degli slogan politici. Le sue frasi sono di una semplicita’ disarmante, arrivano alle orecchie di chiunque e, da li, dritte al cuore di ognuno. Il suo tono non e’ mai cattedratico e percio’ sempre suadente, anche quando tocca problemi di gravita’ immane. E’ rimasto famoso l’anatema contro la mafia dicendo che essa “spuzza”, ove l’involontaria aggiunta della esse risulta come  un rafforzativo!

E’ divertente quanto efficace la somministrazione della “misericordina”, scatolina contenente un Rosario offerta ai fedeli in Vaticano, volta a sanare  i peccati commessi! Oppure un inno all’ottimismoquando ebbe a dire “non cediamo al pessimismo, non possiamo cedere a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno” O come un invito alla riflessione: “a volte le lacrime sono come gli occhiali per vedere Gesu’”. O considerare il potere come servizio per custodire la gente, avere cura delle persone, specie dei bambini, dei vecchie e di coloro che sono piu’ fragili.