Oms: Zika fa paura, emergenza internazionale, donne incinte attenzione ai viaggi

Virus Zika – L’allarme è stato lanciato dall’organizzazione mondiale della Sanità, il virus ora Zika fa paura. A tal proposito il governo brasiliano ha suggerito a più riprese a tutte le donne in gravidanza di non viaggiare nel paese in occasione delle Olimpiadi del 2016. Purtroppo fanno sapere fonti governative, il rischio che possano contrarre il virus Zika è molto elevato. ‘Se non volete assumervi questo rischio, non è consigliabile affrontare il viaggio’, ad affermarlo il presidente, Dilma Roussef. Il virus, secondo le indagini dell’Oms, e’ ‘fortemente sospettato’ dell’ondata di casi di microcefalia nei neonati e per questo l’epidemia e’ stata definita ’emergenza sanitaria di impatto internazionale’

Cosa sta accadendo?

Il Virus Zika è approdato anche in Italia, dopo aver colpito 22 paesi del Sud America, in modo particolare il Brasile, l’allarme rosso è scattato anche in Europa, ai tre casi di contagio riportati in Gran Bretagna si sommano i 4 casi di contagio segnalati nella nostra Nazione, sarebbero infatti 4 gli uomini punti in Brasile e rientrati in Italia. Gli esperti cercano di non creare allarmismo, anche perchè la zanzara non è fisicamente presente in Europa.Tuttavia secondo L’Oms, soprattutto nei paesi del Sud America si rischiano 3-4 milioni di contagi. Il consiglio soprattutto per le donne in gravidanza è quello di non recarsi in zone potenzialmente a rischio.

Zika, è un virus «esplosivo», potrebbe contagiare 3-4 milioni di persone

Secondo una stima della stessa Organizzazione, il virus potrebbe infettare 3-4 milioni di persone nelle Americhe, 1,5 milioni delle quali in Brasile, dove – da meno di un anno a questa parte – sono nati più di 4mila bambini con microcefalia, una malformazione neurologica che comporta una crescita ridotta del volume del cervello e della circonferenza cranica, con possibili danni neurologici anche gravi.

Margaret Chan, direttore Generale Oms

Le donne in gravidanza dovrebbero evitare viaggi nei Paesi colpiti dal virus Zika, così come le persone con malattie del sistema immunitario o con gravi patologie croniche. Lo prevedono le linee guida pubblicate dal Ministero della Salute, che saranno affisse sotto forma di poster in porti e aeroporti, dopo l’allarme lanciato giovedì dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il virus Zika «si sta diffondendo in maniera esplosiva» ha detto il direttore generale dell’Oms Margaret Chan

Gli esperti, la zanzara non è presente in Europa, ma il contagio potrebbe avvenire in questo modo

Prosegue dunque  l’allarme mondiale legato alla diffusione del virus Zika, registrata di recente anche in In Italia e Gran Bretagna. I microbiologi italiani dell’Amcli mettono in guardia gli italiani dai rischi connessi all’inizio della stagione di attività biologica delle zanzare. “Il contagio non può avvenire tra uomo a uomo. Se una persona torna nel nostro Paese con il virus Zika nel sangue e viene punto da una zanzara, questa diventa portatrice in grado di infettare la persona che punge dopo e via di seguito”, spiega la microbiologa Maria Paola Landini.

Prevenire il focolaio – “Se questa catena non si ferma subito – prosegue la Landini – si può innescare un focolaio autoctono che può assumere anche dimensioni rilevanti o portare il Paese a diventare endemico”. Secondo i microbiologi il modo migliore per contrastare l’avanzata del virus è la diagnosi rapida di infezione in fase viremica (quando il virus è nel sangue).

“Sconfiggeremo il virus” – “Molte Regioni – aggiunge l’esperta – si sono attrezzate con un centro regionale di riferimento che conduce la diagnosi di infezione da Zika, ma anche di Dengue, e di Chikungunya, virus trasmessi dalle stesse zanzare”. E conclude: “Ce l’abbiamo fatta a tenere sotto controllo la diffusione del virus Dengue, molto più diffuso di Zika, ce la faremo a tenere lontano anche Zika”.

I sintomi – Tra i sintomi più comuni si segnalano episodi di mal di testa, rash maculopapulare (3-4 giorni), episodi febbrili (2-3 giorni), malessere, congiuntivite, artralgie. Come per altre infezioni cosiddette “da arbovirus”, solo in un caso su quattro si manifesta la sintomatologia. Negli altri tre l’infezione decorre in modo asintomatico.

Obama accelera la ricerca per un vaccino

Il virus, trasportato dalla zanzara Aedes Aegypti e presente nel sangue degli infetti, dal Sudamerica si sta estendendo anche in Centro America. Negli Stati Uniti si segnalano i primi 4 casi di persone contagiate mentre si trovavano all’estero. E anche il presidente Obama ha chiesto che vengano accelerate le ricerche per ottenere test diagnostici piu rapidi e per sviluppare vaccini e terapie, oltre che fornire una migliore informazione.

I Casi di contagio in Italia: sono tutti guariti

”I casi Italiani risalgono alla primavera del  2015 ed ora – ha spiegato il direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, sono tutti guariti e stanno bene. Nonostante è evidente come tale epidemia non sia grave e letale come l’Ebola, a livello mondiale le preoccupazioni sono evidenti, la paura che il virus zika possa diffondersi a macchia d’olio preoccupano. Oltre che in Italia. sono stati segnalati 3 casi in Inghilterra e due sospetti in Spagna.

I tre contagi in Gran Bretagna

E’ arrivato anche in Gran Bretagna il virus Zika, che ha colpito 22 Paesi soprattutto in America Latina e che genera nei neonati gravi malformazioni come la microcefalia. Il servizio sanitario britannico ha annunciato sul suo sito che “dall’inizio di gennaio 2016 tre viaggiatori provenienti dalla Colombia, dal Suriname e dalla Guyana sono stati infettati”. Per ora non esiste una cura per l’infezione. La sanità britannica ha voluto puntualizzare come il virus Zika “non si trova in forma naturale” nelle isole britanniche e che “non si contagia direttamente da persona a persona”.

Anche la Danimarca e l’Olanda

La Danimarca si aggiunge oggi, con il primo caso segnalato sul territorio nazionale, alla lista dei paesi europei che hanno registrato qualche paziente affetto da virus Zika.
Tra Italia, Olanda, Spagna, Regno Unito e ora Danimarca si tratta di una ventina di persone, che hanno contratto il virus in occasione di viaggi in America latina o centrale.

Secondo fonti ospedaliere della città di Aarhus, la seconda più popolosa della Danimarca, la persona contagiata è un cittadino danese che aveva viaggiato in Centro e Sudamerica.