Il giudice Roberto Amerio ha approvato le teoria dell’accusa, che aveva chiesto il massimo della pena nel processo di primo grado col rito abbreviato
La casalinga di Costigliole d’Asti era scomparsa da casa a gennaio 2014 e il suo corpo era poi stato trovato solo nove mesi dopo in un canale di scolo poco distante. Buoninconti è stato condannato per omicidio premeditato e occultamento di cadavere
Michele Buoninconti è stato condannato a trent’anni per l’omicidio e l’occultamento di cadavere della moglie, Elena Ceste. Il giudice Roberto Amerio ha accolto le teoria dell’accusa, che aveva chiesto il massimo della pena nel processo di primo grado col rito abbreviato. Il giudice ha anche assegnato un risarcimento di 300mila euro per ciascuno dei quattro figli, di 180mila euro per i genitori e la sorella, e di 50 mila euro per il cognato.
La famiglia è appagata perché giustizia è stata fatta, anche se questa sentenza conferma che Elena è morta uccisa dal marito Michele. È una presa di coscienza difficile da accettare” hanno commentato gli avvocati della famiglia di Elena Ceste, Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia. I genitori di Elena si sono emozionati alla lettura della sentenza. “Il loro primo pensiero è andato subito ai bambini a casa a cui ora dovranno riferire come è andata a finire questa vicenda
“La lotta per ricostruire la verità continua. Michele ha affermato che si auspicava che già il giudice lo avesse capito e che ora dobbiamo insistere, dobbiamo combattere ha affermato l’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Buoninconti. Ora presenteremo appello su una sentenza che riteniamo ingiusta per tante ragioni”. “Sapevamo che era un processo complesso per il forte effetto mediatico e non solo che tutti i protagonisti hanno dovuto sopportare.
Un caso di grande rilievo mediatico riconducibile ad un grave fenomeno sociale che è sempre in aumento sia in Italia che nel resto del mondo il “ FEMMINICIDIO”.
Il termine Femminicidio si utilizza quando in un omicidio la vittima è una donna e nella maggior parte di questi l’assassino è un familiare e nel caso raccontato qui sopra ci sono tutti gli elementi per giudicarlo tale.