Home Salute Nuotare da Cuba a KeyWest senza una gamba: l’impresa per la ricerca

Nuotare da Cuba a KeyWest senza una gamba: l’impresa per la ricerca

Quando l’essere umano supera se stesso. Nuotare ben 166 km, 60 ore filate, senza mai fermarsi, ma non solo, con il “piccolo” dettaglio che chi compirà tale traversata, non ha una gamba. L’incredibile impresa, da Cuba a Key West, sarà affrontata dall’italianissimo, 52enne, Salvatore Cimmino, il prossimo mese di settembre, tentativo mai realizzato prima.

In realtà la super nuotata di Salvatore, avrà una doppia valenza, l’impresa infatti avrà anche valore scientifico, infatti il 52enne sarà monitorato dai ricercatori del Campus Biomedico di Roma e aziende spin-off che forniranno tecnologie che permetteranno di monitorare minuto per minuto ogni fase preparatoria fino alla traversata. Insomma Salvatore, farà da cavia-laboratorio umano per la raccolta di dati scientifici, utili ai fini della ricerca biomedica.

PUBBLICITÀ

Salvatore a 15 anni fu colpito da una grave forma di osteosarcoma e per tenerlo in vita, i medici furono costretti ad amputargli la gamba destra. In realtà, la passione per il nuoto è nata in età adulta, aveva oltre 40 anni, quando a seguito di problemi di salute i medici gli consigliarono di dedicarsi al nuoto. Da allora è diventato un talento delle traversate a lunga distanza, con un solo reale scopo, la sensibilizzazione del mondo nei confronti dei disabili e delle disabilità, una tematica per la quale Salvatore si battuto con forza, soprattutto quando si tratta di lavoro e scuola.

Per quanto riguarda la straordinaria traversata, saranno 166 km “in solitaria”. Fino ad oggi, il suo record è di 54 km, percorsi alla New York Swimming Marathon. Gli allenamenti sono iniziati da diverse settimane, ed è costantemente monitorato, sensori magnetici, cardiofrequenzimetro e tanti altri sistemi tecnologici per l’acquisizione di ogni dato possibile sulla sua performance. Sia nella tecnica, che nei parametri vitali.

La Traversata

Fra le difficoltà principali che dovrà affrontare durante la traversata ci sono la presenza di squali, di caravelle portoghesi (simili alle meduse e dotate di tentacoli che sferrano punture in grado di provocare forte dolore), le correnti oceaniche e la necessita’ di nutrirsi. Loredana Zollo, coordinatrice del Gruppo di lavoro integrato tra le Facoltà di Medicina e Chirurgia e Ingegneria dell’UCBM, creato per l’occasione, spiega che la prova porterà Salvatore ai limiti della resistenza umana: anche per questo, tutti i dati raccolti costituiranno un database unico al mondo. Con l’avvio dei programmi di allenamento a Miami, il gruppo di lavoro integrato invierà alcuni ricercatori e dottorandi direttamente sui luoghi di svolgimento delle attività negli Usa e a Cuba.