Home Italia & Esteri Naufragio Canale Sicilia, forse tra i 700 e i 1000 morti

Naufragio Canale Sicilia, forse tra i 700 e i 1000 morti

Naufragio Canale di Sicilia – Si teme che sia la più grave tragedia del Mediterraneo. Nessuno conosce con esattezza quante  persone fossero bordo dell’imbarcazione che la notte scorsa si è ribaltato nel Canale di Sicilia, a 60 miglia dalla Libia: le prime stime parlavano di circa 700 migranti ma nelle ultime ore ha preso corpo con insistenza la voce che addirittura potrebbero essere oltre 1000 persone.

I corpi senza vita recuperati fino ad ora sono stati 24, ma purtroppo questo numero sarà destinato ad aumentare in modo vertiginoso. Il peschereccio era partito dall’Egitto per caricare i migranti a Zuara, in Libia.

Matteo Renzi chiede un vertice Ue entro la settimana Intanto il premier Matteo Renzi ha sottolineato Voglio innanzitutto ringraziare le donne e gli uomini che sono ancora in mare a tentare di salvare persone.

Non stiamo parlando di numeri, ma dei nostri fratelli e sorelle, di vite umane, e alle loro famiglie porgo il cordoglio di tutti. E mentre la parte migliore dell’Italia sta cercando di salvare vite, trovo davvero inconcepibili e inqualificabili le polemiche di una parte della politica italiana. La battaglia di tutti deve essere contro i trafficanti di esseri umani, che sono i nuovi schiavisti del XXI secolo.

Abbiamo già arrestato 976 scafisti-schiavisti e salvato migliaia di persone e speriamo di poter assicurare presto alle patrie galere anche lo scafista responsabile del disastro di stanotte. Su questo punto l’Italia chiede di non essere lasciata sola e dunque chiediamo che si svolga il prima possibile un Consiglio Europeo straordinario. Per il resto auspico che per una volta l’umanità prevalga sulla demagogia. Almeno oggi. Grazie ai soccorritori: l’Italia è orgogliosa del vostro sudore, della vostra fatica.

Federica Mogherini: “Inaccettabile. L’Ue affronti queste tragedie senza indugio” Quanto accaduto “è inaccettabile”: ora “è il momento per l’Ue di affrontare queste tragedie senza indugio”, serve la condivisione della responsabilità tra tutti i 28 che “per troppo tempo è stata lasciata solo ai Paesi del sud”.

Lo sottolinea in una nota Federica Mogherini, che ha incontrato anche Matteo Renzi e domani porrà il tema all’ordine del giorno del consiglio Esteri Ue. La Commissione Europea ha invece fatto sapere di essere “profondamente frustrata dagli ultimi sviluppi nel Mediterraneo”, una situazione “dura che richiede un’azione decisa”, precisando che il problema va affrontato “alla radice”, cioè con i Paesi di origine e transito.

La dinamica Secondo le prime informazioni, dal peschereccio era stata lanciata una richiesta di aiuto al centro nazionale soccorso della Guardia Costiera poiché era stato riferito che l’unità aveva difficoltà di navigazione. La sala operativa del Comando generale delle Capitanerie di porto ha dirottato il mercantile portoghese King Jacob che, giunto per primo in prossimità del mezzo in difficoltà, ha visto il peschereccio capovolgersi: “Appena ci hanno visti – ha detto il comandante – si sono agitati e il barcone si è capovolto”.

Sono iniziate frenetiche operazioni di soccorso, che finora hanno permesso di trarre in salvo circa 50 persone, secondo dati forniti dalle autorità maltesi e riferiti dall’Unhcr. Ci sarebbe anche un ragazzino tra i 10 e i 15 anni tra le vittime del naufragio che sono state recuperate dai soccorritori. “E’ stato uno dei primi che abbiamo recuperato – raccontano alcuni di loro – era a faccia in giù in una chiazza di nafta”.

Imponenti operazioni di soccorso Imponenti le operazioni per recuperare altri superstiti – coordinate dal centro nazionale soccorsi della Guardia Costiera – alle quali partecipano unità navali e aeree della stessa Guardia costiera, mercantili che sono stati dirottati in zona, oltre a mezzi aerei e navali della Marina militare e della Guardia di finanza impegnati nell’operazione Triton dell’agenzia Frontex.

Ha già raggiunto la zona del disastro anche una motovedetta della Marina maltese. Stanno arrivando inoltre numerosi pescherecci della flotta di Mazara del Vallo. L’acqua del mare ha una temperatura di 17 gradi: si spera che questo consenta a qualcuna delle persone che erano a bordo dell’imbarcazione naufragata di rimanere in vita a lungo.

Attivi numero e mail Croce Rossa Dalle ore 17 sono stati attivati un numero telefonico ed una mail della Croce Rossa italiana per richiedere informazioni sui dispersi e le vittime. Il numero telefonico è 389-3432063 e la mail è rfl@tricatania.it, finalizzata ai ricongiungimenti familiari. Al numero telefonico rispondono operatori italiani e mediatori culturali in arabo e senegalese.