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Montoro, M5S : “Approvata in consiglio la gestione idrica pubblica”

“Mentre il ‪governo è impegnato a privatizzare l’acqua calpestando la volontà di 27 milioni di cittadini italiani. A ‪Montoro in provincia di Avellino i ‪cittadini se la riprendono e l’acqua torna al 100% pubblica” – Dichiara sui social il Deputato M5s Carlo Sibilia.
Infatti, è stata discussa ed approvata all’unanimità dal Consiglio di Montoro l’istanza presentata dal Meetup “Amici di Beppe Grillo Montoro” accompagnata da oltre 700 firme inerente la gestione del servizio idrico a seguito del riordino introdotto dalla legge regionale. Contestualmente veniva ratificata l’adesione del Comune all’Ente Idrico Campano, atto dovuto per legge. Nel verbale, reperibile sull’albo pretorio da alcune ore, si delibera: << di esprimere nelle sedi competenti, di cui all’art. 8 della L.R. 15/2015, la volontà di affidare la gestione del Servizio idrico integrato a società interamente pubbliche, ricorrendone i presupposti e le condizioni di vantaggio per la Comunità; >>

Diversamente la pensano ai piani alti del PD, del Governo sia nazionale che regionale campano.
Il nuovo Ente Idrico Campano infatti aprirà sostanzialmente la strada ai privati. Per quanto riguarda l’ambito distrettuale “Calore-Irpino” che raggruppa le province di Avellino e Benevento, si incoraggia una fusione tra i due soggetti attualmente gestori: da un lato Alto Calore Servizi S.p.A. con i suoi circa 120 milioni di euro di debiti (secondo notizie sindacali e di stampa), dall’altro Ge.Se.Sa. S.p.A. acquisita da Acea S.p.A., di cui è socio il Gruppo Caltagirone, il tutto con possibili ripercussioni anche sui livelli occupazionali e sulle tariffe.

Sul panorama nazionale la situazione è parimenti poco incoraggiante.
A Montecitorio si sta discutendo un ddl di iniziativa popolare che risale al 2007: si chiamava “Legge popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua“. La prima firma era del MoVimento 5 Stelle, quella di Federica Daga, ed era una legge per rispettare una volta per tutte la volontà referendaria di 27 milioni di cittadini. Il cuore del ddl è l’articolo 6: << si prescrive l’affidamento del servizio idrico solo a enti di diritto pubblico pienamente controllati dallo Stato (niente Spa pubblico-privato), gli enti hanno un anno per adeguarsi >>.
In commissione però sono stati introdotti due emendamenti – uno a firma di Enrico Borghi e l’altro Piergiorgio Carrescia entrambi deputati Pd – che chiedono di sopprimere l’art 6 aprendo la strada ai privati. Qualche ora fa la maggioranza targata Renzi-Verdini ha votato tali emendamenti sopprimendo la volontà di milioni di italiani.

Questi recenti accadimenti ci impongono una riflessione su quanto accade nel nostro Paese, ormai 77esimo per libertà di informazione, e sul cortocircuito operato dalla partitocrazia per silenziare la volontà popolare ed aggirare (o irridere) puntualmente gli esiti referendari: lo abbiamo visto con i finanziamenti pubblici mai aboliti, con la finta abolizione delle province, sulle leggi di iniziativa popolare “parlamento pulito”, lo vediamo anche sull’acqua ancora in mano ai privati nonstante 27 milioni di cittadini contrari.
Se ad esprimersi sono i cittadini, la gestione dell’acqua diventa pubblica; se ad esprimersi sono interessi privati, attraverso partiti pesantemente infiltrati dalle lobby, otteniamo quanto dichiarato in aula dalla parlamentare Cristina Barghero del PD << l’acqua è un bene non pubblico. >>
A questo punto, verrebbe provocatorio dire, vanno capiti anche quei cittadini che preferiscono non esprimersi affatto ne’ ai referendum ne’ alle politiche “perché tanto” – ci dicono durante i nostri banchetti settimanali – “il governo non ascolta e/o recepisce la nostra volontà, ma esclusivamente quella dei loro amici”. A questi cittadini diciamo con forza: informarsi e partecipare è la più grande ribellione nei confronti di chi ci vorrebbe inerti e silenziosi, il piccolo risultato ottenuto a Montoro dal M5s senza neppure sedere in consiglio comunale è la prova che l’impegno collettivo può incidere.

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