Montoro Landi espone la personale : Un’Arte Divina al museo di arte contemporanea di Montoro

Montoro –  Continuano le iniziative culturali  presso il Convento di S. Maria degli Angeli a Torchiati, ieri è stata  inaugurata  alla presenza del sindaco della città di Montoro Mario Bianchino, l’assessore alla cultura  avv. Raffaele Guariniello e il presidente del consiglio Comunale Carmela Diana, la personale di ceramica del Maestro Antonio Landi.  La materia che prende forma, le mani che imprimono la propria traccia alla ricerca della perfezione: è l’estetismo evocativo del maestro Landi,  ceramista e scultore,  nella mostra “Un’Arte Divina”, curata dal professor Armando Genovese, al neonato museo di Montoro  di arte contemporanea. L’artista considerato Innovatore e visionario per la sua  sperimentazione ossessiva sui materiali e sugli smalti, tra tecnicismi, ricerca  e manualità laboratoriale, riproduce  grandi temi classici dell’età ellenistica e rinascimentale al più spinto interior design, tra avanguardia e soluzioni originali ed innovative, mosso sempre dall’estemporaneità delle emozioni del momento, senza sovrastrutture e schemi fissi, lontano dall’ iconografia tradizionale campana e fuori dai canoni della ceramica classica. Difatti apre a Montoro un laboratorio di ceramica avente l’acronimo di C.A.M. ceramica artistica montorese, dove  produce interior design, servizi tavola stile Ernestine.

 

Un’arte, quella di Antonio Landi, che lo storico dell’arte Mario d’Elia associa all’Ex limo terrae, alla creazione divina dell’uomo riportata nel libro della Genesi. “Il suo estetismo evocativo è una scelta voluta, cosciente e consapevole. Sperimenta nelle sue riproduzioni in terracotta smaltata, come il volto di Cristo della Pietà “vaticana” di Michelangelo, soluzioni prorpie di grande effetto, con smalti metallici a caldo e soggettive patine a freddo. La sua indagine si spinge fino a saggiare i canoni e le raffinatezze dell’età ellenistica ricreando la testa della Venere di Milo. Altro saggio della sua evidente maestrìa sono le riproduzioni della Dama di Urbino da Settignano (1403 ca. – 1464) dove analizza e ripropone quel modellato estremamente delicato e attento ai trapassi di luce, nonché la ricerca di una grazia e di una leggiadrìa rinascimentale espressa nel volto e nell’atteggiamento della giovane figura muliebre. Ripercorrere il cammino di Antonio Landi significa, quindi, non solo meglio conoscere l’uomo, l’artista e la sua produzione, ma riscoprire altresì quelle sollecitazioni che ancora possono venire a noi dai grandi Maestri del passato e dalle loro realizzazioni che hanno arricchito e fatto grandezza dell’uomo immagine di Dio”.

“Antonio Landi ricerca  il divino della proporzione aurea inconsapevolmente, partendo dalla constatazione della realtà – sottolinea il curatore Armando Genovese, professore di Discipline Plastiche presso il Liceo Artistico Sabatini di Salerno _ Si ispira ai grandi maestri del rinascimento e applica le sue idee e la sua arte nell’aiutare gli altri artisti a realizzare le loro opere. La sua non è una ceramica tradizionale, ma una scultura a tutto tondo, impostata sul concept della sperimentazione costante su forme e smalti”.