Montoro – Nota della maggioranza consiliare in riferimento ai manifesti affissi in strada degli ultimi giorni a firma di 3 gruppi consiliari di minoranza. Tre gruppi consiliari di minoranza (non ha aderito all’iniziativa il gruppo a cui fa capo Francesco De Giovanni), usando acredine, rancore ed in odio alla correttezza, alla verità e alla produttività di un impegno politico-amministrativo, si adoperano nell’esercizio della gratuita offesa usando “falsi” e mistificazione strumentale.
Non si comprendono simili atteggiamenti, sia in chi li genera che in chi li sottoscrive, intrisi da preconcetta ostilità e posti in essere in dispregio al “sentire comune” per il bene di Montoro. Non serve rancore e killeraggio, immaginando che qualche circostanza o qualcuno faccia da sgabello ad aspiranti cecchini.
Non intendiamo usare gli stessi toni né fare inutili rimbalzi. Abbiamo cultura delle Istituzioni ed amore per la Comunità per affermare e sostenere quello che tutti possono constatare.
I risultanti dell’azione amministrativa ci danno ragione e tutto è reso pubblico attraverso i canali della massima trasparenza.
Il candidato di un partito politico, il PD, alla provincia ha riportato 7 voti e non 5 e sicuramente sarebbe stato meglio, ed anche giusto, se fossero venuti altri consensi, e tra questi anche ben 4 riconducibili alla minoranza, se in costoro esistesse, al difuori del rancore, un sentire politico.
Cosa ha a che vedere con l’attività politica-amministrativa del nostro Comune una certa “politica provinciale”, sia pure non produttiva in qualche Ente di servizio, ove il nostro Sindaco è responsabilmente impegnato a dare il massimo dell’apporto se si registrano carenze e difficoltà che ne impediscano la normale azione produttiva?
Cosa spinge costoro ad un antagonismo cieco, militante e personale che vede rivalità, mai espresse alle “primarie” regionali, che confonde le scelte di “qualche singolo” con la politica dell’amministrazione e “qualche comportamento personale”, peraltro non condiviso per “fatti politici”?
L’avvicendamento in Giunta che ha toccato un gruppo consiliare non può costituire motivo di eccezione o scalfiturapolitica, dopoche tanto è stato riconosciuto da rappresentanti della stessa minoranza in Consiglio Comunale.
Non risulta che SEL abbia abbandonato la maggioranza, anzi con detta parte politica esistono rapporti proficui e collaborativi, fermo restante la dialettica interna allo stesso partito politico.
L’emergenza idrica, ereditata, è un fatto di una gravità assoluta e possiamo affermare che l’aspetto emergenziale è superato, pur nella consapevolezza che dopo la caratterizzazione dovrà essere bonificata la falda.
I tributi comunali e la TARI in particolare sono tra i più bassi a livello provinciale, regionale e nazionale (la TARI ha avuto un’ulteriore riduzione per l’anno 2015) e gli stessi consiglieri di minoranza adesso pagano molto meno di quanto essi stessi pagavano, allorché erano loro stessi i soggetti impositori.
Il dialogo istituzionale è stato sempre promosso e praticato, e l’assenza reiterata di pezzi eterogenei di una minoranza, che si regge solamente sul rancore e sulla preconcetta avversità, in tutti i momenti significativi della vita pubblica, dimostra la distanza e il disinteresse dai problemi della Comunità e da ogni forma di impegno e partecipazione alla vita delle Istituzioni.
Noi non vogliamo questo da parte della minoranza. Auspichiamo una loro partecipazione serena e responsabile a tutti i momenti della vita istituzionale ed un confronto sui temi, gli argomenti e i problemi che quotidianamente si affrontano, corretto e propositivo, anche se dialettico e da posizioni diverse.
Questi spezzoni della minoranza consiliare, insieme a chi li ispira, tra loro distanti anni luce sul piano ideale e politico, dovrebbero aver appreso che chi promuove e “boccia” è solamente la Comunità e non chi pensa di arrogarsi poteri che non ha.