Con una nota, inviata in primis al Circolo di Sel, il Comune di Montoro ha risposto in maniera chiara all’accusa dello stesso movimento.
“Con la pubblicazione indicata nell’oggetto, Codesto Circolo ha voluto stigmatizzare che con una modica spesa di 516,00 € il Comune di Montoro ha rilasciato un permesso in sanatoria per le opere di recinzione e apposizione di cancelli ad un fondo agricolo, dando parvenza di legalità ad una più complessa questione inerente la trasformazione abusiva ad uso industriale di un fondo agricolo, peraltro già oggetto di ordinanza dirigenziale di rimessa in pristino. Orbene, si deve comunque porre in evidenza ai lettori nonché chiarire al redattore dell’articolo che la realizzazione delle recinzioni in genere, cioè quelle destinate ad assolvere compiti di protezione dall’esterno e non aventi caratteristiche della precarietà, sono assoggettate alla D.I.A. (oggi S.C.I.A.). Nel caso in cui l’opera sia stata realizzata senza tale preventivo titolo abilitativo, la normativa vigente consente al proprietario o al responsabile dell’abuso, qualora l’intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’intervento sia al momento della presentazione della domanda, di ottenere la sanatoria dell’intervento versando la somma, non superiore a 5.164 euro e non inferiore a 516 euro. (art.37 Dpr 380/01).
Su tale disposizione normativa si fonda la legittimità del permesso di costruire n°12/2016, il quale ha consentito la sanatoria solo ed esclusivamente della recinzione e del cancello arbitrariamente ed abusivamente realizzato;
Non ha riguardato né poteva riguardare la sanatoria delle altre opere eseguite abusivamente ed oggetto dell’ordinanza n°24/2012 in primis perché res non petita e in secundis non assentibile; associare il rilascio del predetto pdc, alla più ampia questione relativa alla trasformazione del suolo agricolo appare oltremodo non corretto nonché travisante lo stato dei fatti come sopra esposti.
Per quanto concerne poi, il ripristino delle condizioni agricole sul suolo trasformato da parte della ditta Aliberti Trasporti si deve precisare, ove mai ciò non fosse a conoscenza dell’autore dell’articolo, che:
- è stato avviato il procedimento finalizzato all’esecuzione di ufficio dei lavori di ripristino di concerto con le indicazioni fornite dall’ARPAC a tal uopo interessata; a seguito di sopralluogo la stessa Agenzia ha ritenuto necessario che sul sito interessato venissero attivate le procedure tese alla verifica di eventuali migrazioni di sostanze inquinanti ai sensi della vigente normativa e secondo modalità e tecniche operative da parte dalla Regione Campania che è divenuto nel frattempo l’unico Ente competente in materia essendo il Bacino Idrografico del Fiume Sarno (e quindi il sito in questione) non più ricompreso nei Siti di Interesse Nazionale (S.I.N.) ai sensi del DM Ambiente n°7 del 11/01/2013 pubblicata sulla GURI n°60 del 12/03/2013;
La questione è tutt’ora aperta dovendosi dar corso alle procedure previste dall’art.242 del Dlvo 152/06 secondo le linee guida approvate dalla Regione da recepire nelle NTA del Piano di Bonifica Regionale ancora in fase di definizione;
- sono stati eseguiti in parte i lavori di ripristino disposti con l’ordinanza n° 24/2012 avendo la ditta provveduto a rimuovere quanto era stato a suo tempo depositato (terreno, materiale proveniente da demolizione, materiale proveniente da scarificazione superficiale di manti di asfalto, pneumatici, materiali ferrosi autocarri, rimorchi e cassoni e profilati metallici) così come si rileva dalla documentazione fotografica agli atti di ufficio e dal verbale di sopralluogo eseguito dall’ARPAC;
- pende procedimento penale presso il Tribunale di Avellino connesso all’infrazione.”
IL RESPONSABILE SETT.URB.CA (Arch. Massimo Izzo)
IL SINDACO (Dr. Mario Bianchino)
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