Home Salute Primo trapianto di fegato in Italia da donatore in arresto cardiaco

Primo trapianto di fegato in Italia da donatore in arresto cardiaco

Trapiando di fegato a cuore fermo – Continua ad inanellare successi la medicina Italiana, dopo il primo trapianto di Trapianto di rene  a Torino con paziente sveglio e l’innesto di un cuore bionico ad un 15enne di Padova, arriva un ulteriore “record” all’Ospedale Niguarda di Milano il 3 settembre un 40enne ha ricevuto un fegato “secondo una tecnica mai utilizzata prima in Italia per questo tipo di organo”. L’intervento ha avuto come base del successo la fonte del donatore,”un paziente in arresto cardiaco”, il che sta a significare “ottime possibilità future per aumentare il numero delle donazioni e abbattere i tempi d’attesa”.

L’elemento decisivo per la riuscita del primo trapianto di fegato in Italia da un donatore a cuore fermo è stata la procedura di assistenza, riperfusione (ovvero il ripristino del flusso sanguigno) ed ossigenazione dell’organo dopo l’accertamento di morte, che hanno consentito di contenere il danno, preservando la condizione e la buona funzionalità dell’organo stesso. A spiegarlo è il Centro nazionale trapianti (Cnt) in merito all’intervento eccezionale eseguito all’ospedale Niguarda di Milano, d’intesa col San Matteo di Pavia, che apre la strada all’auspicato aumento dei trapianti ed alla riduzione delle liste di attesa per i trapianti, affiancando il nostro agli altri Paesi europei.

La procedura standard per l’espianto degli organi prevede che il cuore del donatore batta ancora, e che venga accertata la morte cerebrale per poter iniziare il prelievo degli organi. Diverso, però, è il caso del trapianto da donatore a cuore fermo: in questo caso, per procedere con l’espianto degli organi si attende non la dichiarazione di morte cerebrale, ma di arresto cardiaco definitivo. Come appunto in questo questo caso: l’operazione è stata realizzata grazie alla collaborazione dell’equipe del Niguarda e del San Matteo di Pavia. Dove il donatore  –  un uomo di 52 anni con diversi problemi cardiaci che avevano fatto sì che il suo cuore si fermasse più di una volta  –  era ricoverato da alcuni giorni.