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Mariangela Milano da Montoro in giro per l’Europa. Vi racconto la mia passione per la danza

Dall’Irpinia a Roma, da Roma alla Francia, dalla Francia a Londra e il tour per la danzatrice montorese continua. Lei è Mariangela Milano, 25 anni con una passione per la danza nata quasi per caso. L’amore per una disciplina tanto impegnativa quanto affascinante. Mariangela nonostante la sua giovane età ha già raggiunto traguardi importanti. Ha voluto raccontarci la sua storia, le sue ambizioni, e magari, perchè no, con il suo racconto aiutare i tanti giovani  artisti di provincia a non abbandonare i propri sogni.

Passione per la danza e dedizione allo studio, da dove nasce tanta tenacia?

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La passione per la danza in realtà mi è stata trasmessa da mia  madre. Ricordo ancora quando all’età di cinque anni mi chiese: Mariangela vuoi fare danza? E io le risposi: ma cos’ è la danza? Oggi sorrido pensando a quel giorno, è stato sufficiente entrare per la prima volta in una sala di danza per capire che sarebbe stata la mia vita, la mia passione e il mio lavoro. Da quel giorno ogni istante ruota intorno a questa disciplina. Mentre gli altri bambini nei pomeriggi giocavano o riposavano io aspettavo con ansia il momento in cui mia mamma mi accompagnasse a lezione. E devo dire che, con il passare degli anni, non è cambiato nulla.

A breve arriva anche la laurea, manca poco. Chi credi di dover ringraziare in questo lungo percorso?

Le persone da ringraziare sono veramente tante. I miei genitori con i loro sacrifici sono stati il punto cardine dei miei sogni. La danza è sacrificio, dedizione e loro si sono sacrificati molto più di me durante questi anni. Mi hanno sempre ascoltata e consigliata per il meglio. Mi sono stati vicini nei momenti di debolezza. Hanno assistito e preso parte a tutte le mie vittorie ma anche alle sconfitte e, oggi, tengono alla danza più di me. Non è da tutti investire così tanto sulle scelte di un figlio. Non tutti i genitori sono disposti a seguirne i sogni fino in fondo. Ma loro sì!

Quando inizia la tua formazione, ci racconti un po’ di questo percorso degli esordi e come immagini la tua carriera futura?

La mia formazione inizia all’età di sei anni. Il mio percorso è stato una continua evoluzione; nel corso degli anni sono cresciuta come danzatrice e ho avuto la fortuna di confrontarmi con artisti di elevato spessore.

Gli esordi sono stati tanti: dalla borsa di studio che mi ha permesso di studiare in Francia, all’ Accademia Nazionale di Danza di Roma; e ancora, quest’ anno alla Biennale di Venezia. La mia carriera futura la immagino nel mondo della coreografia e dell’ insegnamento.

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Raccontaci un episodio bello e uno meno piacevole che ti sono capitati durante la tua giovane carriera.

Un episodio bello è stato sicuramente il corso di studi per cui sono stata selezionata alla Biennale di Venezia. Qui ho avuto modo, per un lungo periodo, di studiare con alcuni dei migliori danzatori, coreografi e insegnanti che, ancora oggi, spiccano nel mondo della danza contemporanea e dello spettacolo. Un episodio meno piacevole in particolare non lo ricordo. In realtà nella danza le sconfitte sono importanti tanto quanto i successi; sono queste a renderti migliore e a darti la forza e la voglia di migliorare.

Qual è lo stile nel quale ti senti di essere maggiormente espressiva?

Lo stile contemporaneo rappresenta la mia espressività artistica. Uno stile che consente la continua ricerca evolutiva del proprio corpo e permette di superare i propri limiti. Tuttavia, come mia madre, adoro la danza classica.

Un sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di contribuire allo sviluppo di quest’ arte meravigliosa, sopratutto in Italia e di trasmettere questa passione e questo amore alle future generazioni di danzatori.

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