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La mafia e il Ponte sullo Stretto: nuovi introiti in arrivo e nessun modo per impedirlo

Il Ponte sullo Stretto di Messina sembra essere considerato, dai più, un’infrastruttura essenziale e ”prioritaria” per il nostro Paese. Ebbene, vi invito a riflettere a fondo sulla questione. Si parla, e si tratta effettivamente, ancora una volta, di permettere alle cosche mafiose di mettere le mani su un nuovo fondo per la pensione, o peggio di permettergli di irrobustire, ancora una volta, le proprie file e il proprio potere.

E’ vero anche che è necessario viverla una certa situazione, un certo stato di cose, una certa mentalità, per poterla capire appieno; da lontano forse non si è abbastanza partecipi, per poter comprendere come stanno le cose. Sembra ormai scontato il tema mafia, ne emerge un atteggiamento passivo, di resa a questo stato di cose.

Eppure c’è chi combatte ancora per impedire il rafforzamento della mafia. La mafia non si ferma con i 26 arresti, per carità, sicuramente giova rallentare il sistema. Ma stiamo parlando di un meccanismo così ben costruito, così ben oliato, che arriverà comunque al suo obiettivo.

Il Ponte sullo Stretto è uno dei tanti ingranaggi che la mafia non si permetterà di perdere; arriverà un’altra ditta, ma l’appalto sarà dato comunque alla mafia, meglio mascherata, se proprio servisse.

A questo punto sembra di sentire la voce di chi dirà ‘Ma se ci fermiamo e non facciamo progredire il paese ”solo” per paura che la mafia si appropri di nuovi interessi, allora non avanzeremo mai, rimarremo sempre immobili, statici’.

Renato Accorinti, il sindaco di Messina, si è fatto portavoce dello slogan ‘No al Ponte’, a suo tempo, e probabilmente oggi lo è più che mai. Effettivamente la maggioranza dei messinesi il Ponte sullo Stretto non lo vuole, ne è terrorizzato.

Anche questo, forse, potrebbe quindi essere considerato come un atteggiamento di rinuncia passiva al progresso; ma c’è da chiedersi:

esistono i mezzi per far (davvero) fronte all’irrobustimento delle cosche? esiste davvero questa volontà di non permettere alla mafia di allungare le sue mani anche sul Ponte di Messina? esiste, per ultimo, ma non da ultimo, la capacità di bloccare l’avanzata mafiosa su quest’appalto?

Ebbene, se le risposte a queste domande fossero positive, allora credo di poter affermare che i messinesi non potrebbero essere più felici del Ponte sullo Stretto; ma se invece anche solo ad una di queste domande si rispondesse negativamente, ci sarebbe un’ultima domanda non sentireste addosso il peso di aver ceduto, ancora una volta, un pezzo di sovranità alla mafia?

Fabiana G.

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