La violenza non è la giusta risposta alla protesta.

La violenza non è la giusta risposta alla protesta.

La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice.”, con queste sagge parole del filoso Benedetto Croce si possono sintetizzare  meglio gli scontri di questi giorni, veri atti barbarici, che si stanno verificando in alcune città italiane al seguito delle misure restrittive anti Covid-19 attuate dal Governo.

Le scene delle distruzioni di vetrine e saccheggi di negozi non hanno nulla a che vedere con qualsiasi forma di protesta di un Paese civile come l’Italia. Sembrano scene da scontri fuori dagli stadi, solo che stavolta non avvengono tra  avverse tifoserie o tra queste e rappresentanti delle forze dell’ordine.  I destinatari di queste assurde azioni sono cittadini onesti, gli unici a pagare. Prendersela con i negozi di lusso (Gucci, Louis Vitton,etc.,) simbolo di benessere e agiatezza, distruggere e razziare, è da vigliacchi e delinquenti.

Gucci è stato e rimane una delle più grandi firme della moda e dell’imprenditoria italiana nel mondo dell’ultimo secolo. Pochi sanno che Guccio Gucci era uno dei tanti giovani emigrati italiani che lavorava in hotel di lusso a Londra e Parigi. Fece enormi sacrifici, una volta ritornato in Italia, per avviare la sua attività. Ha visto la povertà, la guerra, soprattutto, era uno di noi!

Anche Louis Vitton era una persona come tante, allorquando lasciò la sua città d’origine nel dipartimento francese del Giura. Due anni dopo giunse a Parigi e cominciò  a lavorare come apprendista per un fabbricante di valigie.

La sofferenza, la fame, la paura di una mancanza di prospettiva o futuro sono stati d’animo che hanno vissuto già i nostri nonni e, nonostante ciò, sono sempre andati avanti dignitosamente, rimboccandosi le maniche e facendo enormi sacrifici, per noi impensabili. Oggi, quelli che protestano barbaramente non riconoscono nessun tipo di autorità e approfittano di manifestazioni, che potrebbero apparire legittime, utilizzando forme e mezzi di inciviltà e di anarchia, distruggendo e vandalizzando.

Ci sono categorie lavorative in sofferenza in questo momento, ma con la violenza non si risolvono i problemi. Mai come in questi giorni deve prevalere la ragione e non il  bieco istinto di rivalsa e odio nei confronti dello Stato.

I nostri nonni alla fine della guerra e negli anni successivi hanno ereditato una Nazione povera, distrutta. Lo  Stato, che tanto invochiamo ora, all’epoca non esisteva nemmeno o quantomeno non aveva i mezzi per aiutare i cittadini. Eppure ne  uscirono ricostruendo dalle macerie un Paese nuovo, migliore.

Sono questi i momenti in cui le migliori capacità dell’uomo devono venir fuori. Duemila anni fa  Plutarco affermava: “La perseveranza è più efficace della violenza, e molte cose che, unite insieme, sono invincibili, cedono a chi le affronta poco alla volta.

A cura di Marco Vitale