Home Cultura LA RADICE DELLE MAFIE: IL CONSENSO

LA RADICE DELLE MAFIE: IL CONSENSO

Mafie -Nell’ambito delle dieci lezioni organizzate dall’Associazione Libera si e’ svolto presso la Camera di Commercio di Avellino l’incontro incentrato sulle mafie, locali e nazionali.Relatori l’ex Procuratore Capo di Napoli Giandomenico Lepore, il Capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo, il presidente della Camera di Commercio di Avellino Costantino Capone, che hanno parlato ad un’assemblea di giovani liceali i quali seguono con cadenza settimanale i seminari organizzati dall’Associazione Libera.

Presente inoltre il giornalista Nico Pirozzi coautore con l’ex procuratore del libro “Chiamatela pure giustizia (se vi pare)”. Il dott. Lepore ha prestato a lungo servizio in Napoli nei periodi bui dall’anno 2000 in poi, quando si scatenavano faide di camorra, coordinando 117 sostituti e una decina di vicecomandanti. Egli ha sciorinato con linguaggio genuino e cadenza tipicamente napoletana numerosi episodi che hanno portato alla cattura di molti boss dell’interland napoletano.Ma ha ammesso anche le molteplici disfunzioni del sistema giudiziario: vi sono molti magistrati che non fanno il loro dovere, facendosi nominare nelle commissioni per avere piu’ visibilita’ ed intraprendere la carriera politica. Inoltre lamentava delmancato uso dei proventi derivanti dai beni confiscati alla camorra presso il Fondo gestito da Equitalia: l’utilizzo di tali fondi si limita inspiegabilmente al 10 %.Ad ogni buon conto l’ex procuratore plaude all’associazionismo come Libera ed invita i giovani a non disertare mai il voto, sforzandosi di individuare le persone giuste cui affidare il mandato politico.Il procuratore di Avellino Cantelmo che ha operato a stretto contatto e sotto la guida del dott. Lepore per sette anni eseguendo numerosi incarichi nei piu’ svariati settori della Magistratura sottolineava che l’esperienza napoletana e’ stata per lui un’ ottima palestra per poter contrastare le attivita’ mafiose di ogni genere.Precisava inoltre che i comportamenti illeciti piu’ difficili da contrastare non sono quelli dei delinquenti comuni o organizzati, ma quelli dei colletti bianchi.Continuava portando due casi emblematici di ragazzi di Scampia che attraverso componimenti scritti hanno rivelato due opposte correnti di pensiero: l’uno plaudiva alla camorra in quanto portatrice di possibilita’ di guadagno, l’altro si considerava vittima di una vita grigia e senza speranza, a causa dell’assenza delle istituzioni.Il dott.Cantelmo esortava i giovani presenti a non abbassare mai la guardia, a mostrarsi tenaci e coraggiosi in quanto ognuno puo’ fare la sua parte. Riguardo alle autorita’ la responsabilita’ del crimine e’ non solo del soggetto che delinque ma anche di chi potendo intervenire fa finta di niente: questo e’ da considerarsi un atteggiamento omertoso e connivente.

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Dario Alvino