La pittura del Diciannovesimo secolo in Irpinia è caratterizzata da una notevole differenziazione dei caratteri stilistici ed iconografici, oltre che dall’uso di tecniche artistico-compositive differenti.
I pittori irpini dell’Ottocento fanno riferimento ai grandi maestri della pittura Napoletana ed Italiana del Diciannovesimo secolo. Questi artisti sono un “eclettico gruppo” con produzioni e cifre stilistiche differenti e personali, pochi raggiunsero un’elevata qualità pittorico-narrativa.
Al vasto pubblico i pittori irpini più noti del Diciannovesimo secolo sono: Vincenzo Volpe e Cesare Uva (quest’ultimo soprattutto ad Avellino), per gli esperti d’arte si aggiunge il raffinatissimo Achille Carrillo, per chi segue il mercato della pittura dell’Ottocento si aggiungono: Giovanni Battista e Giuseppe Buscaglione; questi sono i nomi degli autori più importanti e conosciuti della pittura irpina dell’Ottocento.
Alcuni artisti nascono in Irpinia per poi spostarsi e formarsi in altre zone d’Italia, come ad esempio Giuseppe Buscaglione (Ariano di Puglia (AV) 17/10/1868 – Rivoli Torinese (TO) 30/03/1928) ed Oreste Recchione (Sant’Angelo dei Lombardi (AV) 10/09/1841 – Napoli 10/11/1904).
Altri, ancora, lavorano quasi esclusivamente a Napoli: Giovanni Battista (Avellino 07/04/1858 – Napoli 18/01/1925), Achille Carrillo (Avellino 24/07/1818 – Napoli 20/08/1880) e Vincenzo Volpe (Grottaminarda (AV) 13/12/1855 – Napoli 09/02/1929).
Michele Lenzi (Bagnoli Irpino (AV) 07/07/1834 – 26/06/1886) ha vissuto quasi sempre in Irpinia.
Solo Cesare Uva (Avellino 11/11/1824 – Napoli 16/02/1886) fino a quasi trent’anni visse ad Avellino per poi spostarsi definitivamente a Napoli.
Un pittore dalla Calabria si trasferì ad Avellino Achille Martelli (Catanzaro 16/01/1834 – Avellino 12/12/1903).
Si tratta solitamente di personalità artistiche di secondo e terzo piano nel panorama della Storia dell’Arte Italiana dell’Ottocento, alcuni sono artisti minimi, altri hanno dipinto quasi a livello dilettantistico.
Esaminando i risultati d’asta degli ultimi tre lustri: alcuni artisti irpini hanno un mercato internazionale, soprattutto anglosassone (Battista e Uva), altri artisti ne hanno uno quasi nazionale (Buscaglione e Volpe), alcuni ancora, hanno un mercato prevalentemente regionale (Carrillo, Martelli), altri autori sono fuori dal mercato della Pittura dell’Ottocento (Recchione e Lenzi).
Per la maggioranza dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo, sono poche le notizie biografiche, per alcuni è quasi inesistente un profilo critico. Molte pubblicazioni hanno solo un carattere informativo-divulgativo e non storico-artistico.
Stefano Orga, critico d’arte