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La Madonna della Neve di Cesare Uva a Montefredane

Premessa

La Madonna della Neve” opera di Cesare Uva, è un lavoro su tela, realizzato ad olio, eseguito nel 1849, propone una Madonna attorniata da alcuni angeli.
Quest’opera commissionata a Cesare Uva dal parroco della chiesa della Madonna del Carmine di Montefredane (AV), il quale conobbe l’artista avellinese alla “Mostra d’arte Irpina” del 1848, e ne riscontrò il talento ammirando l’acquarello su cartoncino Albero invecchiato. A seguito della realizzazione di quest’opera, all’artista avellinese furono commissionati altri lavori dall’Abate di Montevergine Dom Raffaele De Cesare, fra cui un suo ritratto, giunto fino ad oggi.
Grazie a quest’opera Cesare Uva ottenne, con la segnalazione dell’Abate di Montevergine Dom Guglielmo De Cesare, la Croce di cavaliere della Santa Sede da Papa Leone XIII (1810-1903).
La tela, che presentiamo oggi, misura 180 x 100 cm.
La firma autografa dell’artista e la data sono posizionate in basso a destra.

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Madonna della Neve Uva C., 1849, 180x100

Lettura Critica

Nell’insieme l’opera appare di facile lettura, ma per poterla meglio comprendere è opportuno considerarla nei due piani di cui si compone il lavoro dell’artista avellinese Cesare Uva.
La Madonna della Neve è uno degli appellativi con cui la Chiesa Cattolica venera Maria madre di Gesù, la sua memoria liturgica è il 5 agosto, in ricordo della miracolosa apparizione mariana avvenuta a Roma, in seguito alla quale fu eretta la Basilica di Santa Maria Maggiore.
La luce di questo dipinto è strana ed insolita per una raffigurazione Mariana, perché è al tramonto.
In primo piano vi è al centro l’immagine della Madonna della Neve, seduta su un gruppo di nubi grigie, con il bambino Gesù sulle ginocchia, retto da Maria con la mano sinistra. Gesù bambino con la mano destra benedice.
Maria con la mano destra indica agli angeli di volere proteggere il paese di Montefredane.
Sempre in primo piano vi sono due angeli sotto le nubi grigie, un giovane puttino e un altro angelo che sembra un arcangelo (con tunica bianca e dalmatica verde).
A lato destro della Vergine c’è un angelo con le mai giunte protese in avanti e due puttini, di cui uno anche con le mani giunte.
In alto a sinistra di Maria vi è un cherubino con la testa e due ali.
In basso a destra è posizionato un tronco di roverella spezzato, mentre più a sinistra vi è la firma “Cesare Uva D” la “D” sta per dipinse.
Nel secondo piano dell’opera è dipinto a lato destro il paese di Montefredane e su quello sinistro il monte di Chiusano.
Inoltre, vi è anche il disegno a biacca della piantina della “chiesa madre” intitolata alla Madonna del Carmine.

Analisi critica e storico-artistica

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Come si può notare la cifra stilistica di Cesare Uva, in quest’opera è abbastanza univoca anche se molto moderna, ed è sufficientemente congruente con le caratteristiche richieste dall’Arte Sacra Cattolica liturgica, essendo quest’opera realizzata appositamente per l’ostensione in un luogo di culto liturgico.
La Madonna della Neve di Cesare Uva è abbigliata con una larga tunica blu che copre un vestito rosa-rossicio, tipico dell’iconografia della Madonna venerata con questo titolo.
I cromatismi del cielo al tramonto e le nuvole sono molto particolari, quasi unici, esprimono la ricerca artistica dell’autore negli anni quaranta del Diciannovesimo secolo.

I volti, sia della Vergine Maria che degli angeli e di Gesù Bambino, riprendono globalmente alcune opere realizzata da Tommaso di Cristoforo Fini, noto come Masolino da Panicale (1383-1440) come ad esempio: Fondazione di Santa Maria Maggiore, prima immagine raffigurante la Madonna della Neve, tempera su tavola 144×76 cm, del 1428 (ora al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli); La Madonna col Bambino e sant’Anna, tempera su tavola 175×103 cm, del 1424-1425 (ora Galleria degli Uffizi di Firenze).
La nuvola ove siede la Vergine Maria riprende alcune opere di Giacinto Diano (1731-1804) Madonna con i Santi Domenico e Rosa (nella chiesa madre dell’Assunta di Frosolone (IS) soprattutto per gli aspetti prospettici della nuvola.

Conclusioni

Quest’opera d’Arte Sacra Liturgica di Cesare Uva è molto particolare, infatti, alcuni dettagli, come ad esempio i cromatismi e gli indumenti degli angeli e della Vergine, questi rappresentano conquiste personali di Cesare Uva, che successivamente vedremo in altri ritratti realizzati degli anni successivi.

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Stefano Orga
Critico d’arte