Home Sociale Italia: gli ultimi saranno i primi? Non proprio, fasce deboli sempre più...

    Italia: gli ultimi saranno i primi? Non proprio, fasce deboli sempre più povere

    E’ un Paese strano l’Italia, un Paese dove spesso e volentieri vince la legge del più forte, dove va avanti solo chi ha i mezzi per farlo, mentre gli altri restano indietro, immobili e impotenti in un presente che non promette niente di buono per il futuro.

    Ogni giorno vediamo persone faticare ad arrivare a fine mese o che addirittura faticano a mettere il piatto a tavola, ogni giorno vediamo persone con disabilità senza alcun aiuto, persone che soffrono in silenzio, perchè anche quando hanno provato a manifestare il loro disagio nessuno ha prestato loro ascolto e molti di loro spesso pensano al suicidio, che non è certo una soluzione, ma la disperazione ti porta a fare scelte irrazionali.

    adv

    L’Italia è il Paese in cui non si interviene, se non a tragedia avvenuta, quando ormai è troppo tardi. Sarebbe bello vedere la nostra classe politica interessarsi alle cosiddette “fasce deboli” 365 giorni l’anno e non solo in campagna elettorale per i propri slogan o per racimolare qualche voto in più.

    E invece? Immobilismo totale.

    Si continua a giocare a scarica barile tra regioni, province, comuni e segretariati sociali, nessuno che abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, abbandonando i più indifesi a sé stessi e dimenticando che un Paese per niente solidale è un Paese che ha già fallito.

    Cari politici, diamolo un lavoro a tutti quei padri di famiglia disoccupati e che spesso si vergognano anche di guardare negli occhi i propri figli per paura di non poter dare loro un futuro, abbattiamole quelle barriere architettoniche che rappresentano un ostacolo insuperabile per i disabili, ridiamo dignità a queste “persone”, appunto perché sono persone e non animali.

    adv

    Queste persone hanno bisogno di sentirsi parte integrante di questa società, hanno bisogno di sentirsi di nuovo vive, hanno bisogno di avvertire la vicinanza di qualcuno che abbia davvero a cuore le proprie sorti.

    Bisogna iniziare a costruire partendo dal presente, per poter dare un futuro quanto meno dignitoso a tutte queste persone. E’ un Paese strano l’Italia, dove si predica bene ma si razzola male!

    Con l’impegno di tutti si può migliorare, forse gli ultimi non saranno i primi ma almeno portarli al nostro stesso livello, sarebbe già un grandissimo risultano. Non sarebbe un’Italia più bella se tutti avessimo gli stessi diritti e le stesse opportunità?

    A cura di Arturo Portofranco

    adv