Non c’è nessuna associazione tra autismo e vaccino trivalente, quello contro morbillo, rosolia e parotite, neanche per i bimbi che hanno un fratello con il disturbo neuro-psichiatrico.È quanto afferma uno studio compiuto dalla compagnia statunitense Lewin Group e pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama). ”In accordo con altre ricerche su popolazioni diverse – scrivono gli autori – abbiamo osservato che non c’è nessuna associazione tra la vaccinazione e un aumento del rischio di disordini dello spettro autistico”. Lo studio ha preso in esame i dati di circa di 100.000 bambini seguiti per almeno cinque anni tra il 2002 e il 2012, di cui il 2% aveva un fratello o una sorella maggiore affetta da un disturbo dello spettro autistico. Lo studio ha inoltre evidenziato come l’1% del campione totale, quindi 1000 bambini, ha ricevuto una diagnosi di autismo con una percentuale più alta (6,9 per cento) nel gruppo ad alto rischio, cioè in chi aveva un fratello più grande con autismo. E aver ricevuto o meno il vaccino non ha fatto alcuna differenza. ”Non abbiamo trovato nessuna evidenza che aver ricevuto una o due dosi di vaccino trivalente sia associato con un aumento di rischio di autismo – sottolineano gli autori – neanche tra bambini che hanno un fratello maggiore con la malattia’. Sfatata la leggenda metropolitana della correlazione tra vaccino trivalente e autismo ha un inizio preciso, datato 1998. Fu in quell’anno che Andrew Wakefield, un medico inglese, pubblicò su Lancet uno studio su 12 bambini autistici in cui affermava che c’era un legame tra la malattia, alcuni problemi gastrointestinali e l’immunizzazione, poi ufficialmente ritirato dalla rivista nel 2010.