La penisola italica e’una terra a vocazione turistica e numerose zone, sia urbane che agresti, sfruttano tale opportunita’, che si traduce in prosperita’ e benessere. L’Irpinia puo’inserirsi con successo in tale contesto? Il turismo per tradursi in fattore di ricchezza ha bisogno di bellezze naturali ed infrastrutture. Nella verde Irpinia le prime abbondano, le seconde arrancano. Ma per concretizzare una simile risorsa c’e’ bisogno di programmazione, sinora si e’vissuto alla giornata. Le montagne irpine, come le zone collinari, sono state e continuano ad essere l’ideale per le gite fuoriporta giornaliere; i boschi del serinese nel periodo primavera/estate sono presi d’assalto dai vicini cugini napoletani e salernitani; i santuari di Montevergine e di Materdomini costituiscono meta ambita di folle di fedeli, specie nei mesi di maggio e settembre per la Madonna Bruna, ottobre per il Santuario dedicato a San Gerardo.
Il Laceno, pur con la mancanza di neve, arrivata quest’anno in ritardo, continua ad essere molto frequentato sia d’estate che d’inverno. Da non sottovalutare il successo del meeting “Innamorati della neve” organizzato dalla Iusp, che si e’svolto nel primo week end di febbraio ed e’giunto alla quarta edizione.
Finora le presenze turistiche sul nostro territorio sono venute spontaneamente, senza inviti particolari. Per incrementare e stabilizzare tali presenze c’e’ bisogno dunque di coordinamento e programmazione. Il Comune di Avellino potrebbe fare da coordinatore tra le varie Pro Loco e Associazioni turistiche per concordare una serie di eventi e di attrattori che non possono piu’ essere affidati al caso e limitarsi alle sagre paesane. E’fondamentale inserire e promuovere le nostre localita’ nei circuiti turistici nazionali ed internazionali.Chi viene a Capri oin costiera amalfitana deve essere incentivato a visitare anche le zone interne della verde irpinia, cosi’ diverse e parimenti affascinanti delle zone costiere. Come ad esempio accade in Umbria e Toscana ove le zone collinari, ove sorgono confortevolissimi agriturismi, vengono abbinate alle citta’ d’arte o religiose quali Firenze o Siena, Assisi o Perugia. Poter offrire un pacchetto turistico che consenta di visitare oltre a Napoli e Capri o Salerno e Amalfi anche il Santuario della Madonna Bruna magari con pernottamenti e degustazioni in Alta Irpinia costituirebbe un programma allettante e di sicuro richiamo per nuovi avventori.
Proprio guardando a quest’esigenza e nata l’idea della casa editrice Verde Network che ha progettato “Crociere in Irpinia”. Tale progetto abbraccia otto itinerari turistici che abbracciano altrettante aree tematiche quali Fede, Castelli, Mestieri, Storia, Vino, Sapori, Feste, Natura. Ogni area coinvolgera’ una serie di comuni interessati che abbiano le idonee caratteristiche ai temi accennati. Si parte, secondo programma, con il lancio di una monografia e di un portale Web (www.crocierein irpinia.it) e si proseguira’ con l’allestimento di uno stand che partecipera’ alle fiere
nazionali ed internazionali. Non si puo’ prescindere dalle potenzialita’ che offre internet, oggi e’ l’unico tramite che puo’ dare visibilita’ e farsi conoscere al di fuori dell’ambito regionale. Nel progetto saranno convolti gli Enti Locali che,
attraverso Pro Loco e Associazioni/cooperative di leve giovanili, si faranno parte attiva nella promozione dei Comuni che rappresentano. Saranno del pari coinvolte le aziende locali che siano fornitrici di ricettivita’ (alberghi, ristoranti, agriturismi) o produttrici (vino, grano,frutti da guscio)e l’artigianato.
Dall’aggregazione di tali elementi nascera’ l’Ufficio Turistico Locale chedovra’ favorire l’incoming turistico, cioe’ quel flusso costante di presenze in Irpinia.
Dario Alvino