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Il futuro del Centro-Destra senza Berlusconi

Se nebuloso appare il futuro del PD e, soprattutto, del suo leader, non meno felice appare la prospettiva del Centro-Destra, ormai orfano della guida berlusconiana, visto che l’appeal elettorale del Cavaliere è, ormai, in caduta libera.

Infatti, anche per effetto della nuova legge elettorale, Forza Italia e la Lega sono sempre più lontane fra loro, perché inevitabilmente si avverte la distanza fra un partito moderato e, comunque, vicino al Governo, finanche in tempi di opposizione, ed un altro che, invece, aspira a conquistare fette di elettorato con messaggi populistici, che parlano più al ventre, che non alle menti degli Italiani. È ovvio che, nei prossimi mesi, il quadro politico non potrà che mettersi in moto, per cui la Lega ed il partito di Berlusconi non potranno non sedersi intorno ad un tavolo e lavorare alla ricomposizione di un’alleanza, che molto forte è stata in Italia fra gli anni Novanta ed i primi anni Duemila.
Chiaramente, resta in piedi un problema, tanto per le prossime elezioni amministrative, quanto per quelle generali, quando sarà sciolto l’attuale Parlamento: come sarà scelta la classe dirigente di una coalizione, che, negli ultimi anni, ha perso milioni di voti in favore di Grillo e dell’astensionismo?
Il ruolo del Cavaliere andrà sempre più ridefinendosi, dal momento che non è più immaginabile che egli sia, di nuovo, il candidato alla Presidenza del Consiglio nella prossima legislatura, per naturali ragioni anagrafiche, oltreché per gli effetti dei procedimenti penali, che lo hanno stoppato nella sua ascesa istituzionale, quando poteva puntare, effettivamente, al Quirinale, anche a seguito di una riforma eventuale in senso presidenzialista della nostra Repubblica. Fondamentale sarà un aspetto non di secondo piano: il rapporto con il Governo Renzi.
Infatti, è noto a molti che Forza Italia, forse per meglio tutelare gli interessi dell’imprenditore Berlusconi, in questi ultimi mesi ha tenuto un atteggiamento soft nei riguardi del Premier, per cui l’oppposizione dispiegata è stata, molte volte, inefficace o, in alcuni casi, inesistente. Invece, la Lega ha accentuato i suoi tratti di movimento anti-sistema, venendo premiata dall’elettorato, che ha preferito votare per Salvini, piuttosto che per le forze moderate, visto che, fra le altre cose, gode di un’esposizione mediatica ben maggiore di quella dello stesso Berlusconi, che – in parte per scelta, in parte per necessità – ha deciso di eclissarsi dagli schermi televisivi, intuendo bene che i tempi non sono più propizi per lui, come nel recente passato. Peraltro, nell’opera di ricomposizione del Centro-Destra non ci si può non interrogare intorno ai destini del partito di Alfano, che, ormai parte integrante della maggioranza di Governo ed alleato stabile del PD renziano, molto probabilmente confermerà una simile scelta, anche, nel corso della prossima legislatura, soprattutto se non dovessero cambiare gli equilibri fra le correnti del principale partito italiano.
Pertanto, si ipotizza per l’immediato futuro un Centro-Destra con due grandi riferimenti, Salvini e Berlusconi, a cui non potranno non aggiungersi i reduci di Alleanza Nazionale, in rappresentanza di uno schieramento, che non può più ambire ai successi elettorali del partito, che fu di Fini ed Alemanno. I temi dell’integrazione europea e dell’immigrazione saranno decisivi per un simile rassemblement, dal momento che non potrà, invero, andare al Governo mai una coalizione, che ha un leader populista, come Salvini, a meno che non si immagini un’uscita a breve dell’Italia dal contesto istituzionale continentale, che sembra al momento una prospettiva altamente improbabile, oltreché pericolosissima. Pertanto, è opportuno che i moderati del Centro-Destra possano riprendere la guida del loro schieramento, come è avvenuto senza soluzione di continuità dal 1994 in poi, se si vuole evitare un esito catastrofico di una vicenda elettorale, che potrebbe vedere gli Italiani misurarsi con la scelta drammatica fra Salvini e Grillo, dopo la tragica implosione sia della Destra tradizionale, che della Sinistra, che ora occupa tutte le postazioni fondamentali di potere sia del Governo centrale, che delle Amministrazioni regionali e comunali.
Un nuovo Berlusconi ci salverà, quindi, dal venticello mellifluo che oggi soffia – sciaguratamente – in favore dei Leghisti?

Rosario Pesce