Home Salute Tumori: Muore dopo aver usato talco per 30 anni, risarcimento da 65milioni

Tumori: Muore dopo aver usato talco per 30 anni, risarcimento da 65milioni

Una giuria del Missouri ha condannato la multinazionale americana Johnson & Johnson (J&J) a pagare un risarcimento record di 72 milioni di dollari (oltre 65 milioni di euro) alla famiglia di una donna morta di cancro alle ovaie a 62 anni.

Il talco può o potrebbe provocare il cancro in una misura più o meno importante? Ad oggi, nonostante alcune indagini accurate, secondo gli esperti non ci sarebbero prove sufficienti per dimostrare la correlazione tra la polvere bianca del talco ed il cancro alle ovaie.Tuttavia, una sentenza di un tribunale americano la pensa diversamente, avendo nei giorni scorsi ordinato alla multinazionale Johnson&Johnson il risarcimento di 72 milioni di dollari (oltre 65 milioni di euro) alla famiglia di una donna morta di tumore alle ovaie, secondo i parenti infatti,il decesso è stato provocato dall’uso prolungato del borotalco “Baby Powder”. Ipotesi condivisa anche dalla giuria.

Cosa dice la sentenza?

La sentenza è stata emessa da un tribunale di St. Louis, nel Missouri. L’iter legale è ancora in fase di sviluppo, secondo i familiari della vittima, l’azienda americana era a conoscenza dei fattori di rischi del suo prodotto, ciò nonostante ha omesso di informare i consumatori.I legali della multinazionale americana respingono le accuse, dichiarando l’incongruenza causuale e dunque il probabile ricorso in appello.Jackie Fox è morta all’età di 62 anni, negli ultimi 35 anni ha quotidianamente fatto uso di due prodotti della Johnson&Johnson, a base di borotalco, (“Baby Powder” e “Shower to Shower”)

E’ stato un processo lampo, durato meno di un mese,la giuria ha dato pienamente ragione ai parenti della vittima, sostenendo come l’azienda avesse avuto la grave responsabilità di non avvertire adeguatamente i consumatori dei potenziali rischi nell’utilizzare tali prodotti. Per tali ragioni il tribunale ha condannato la multinazionale a pagare alla famiglia della donna 10 milioni di dollari come risarcimento, mentre altri 62 milioni a titolo punitivo.

La replica della casa farmaceutica

La replica di Johnson&Johnson, non si è fatta attendere , attraverso un comunicato l’azienda ha dichiarato l’intenzione di impugnare la sentenza, “sono stati eseguiti centinaia di test clinici sul talco negli ultimi dieci anni, non è mai stato evidenziato nessun rischio concreto per la salute ”

 

Da anni ci sono timori che l’uso del talco in polvere, soprattutto sui genitali, possa aumentare il rischio di cancro alle ovaie, ma le prove non sono unanimi e definitive, come ammette anche una organizzazione del settore, la charity Ovacome. Questa precisa che lo scenario peggiore è che tale uso possa accrescere di un terzo la possibilità di sviluppare una patologia comunque rara.    Anche la International Agency for Research on Cancer evoca la probabilità, classificando il talco usato sui genitali come “possibile carcinogeno”. Tutto è legato al talco, che nella sua forma naturale contiene l’asbesto (amianto), un minerale cancerogeno. Tuttavia dal 1970 è sul mercato il talco ‘asbestos-free’ e anche gli studi su questo prodotto hanno fornito risultati contraddittori.In ogni caso molti medici,ricercatori sono molto scettici sulla possibilità che il talco possa in qualche modo provocare patologie cosi gravi, sono prodotti costantemente controllati.

Cancro alle Ovaie

Con carcinoma dell’ovaio o carcinoma ovarico si intende un tumore che nasce dalle cellule delle ovaie. In particolare, il carcinoma ovarico è la seconda forma più comune di tumore ginecologico ed il sesto più diffuso cancro femminile.
Esistono diversi tipi istologici di carcinoma dell’ovaio (vedi sotto), ma la distinzione più importante è tra tumori di tipo epiteliale e tumori non-epiteliali.

In casi molto rari nell’ovaio possono nascere tumori dovuti ad altri tipi di cellule (per esempio i linfomi) oppure nell’ovaio possono trovarsi cellule di tumori di altri organi che sono arrivate su questo organo (l’esempio più tipico è la presenza sull’ovaio di cellule di un carcinoma dello stomaco, dell’intestino o della mammella).