Gli organi nel sistema della giustizia minorile e i servizi sociali minorili

Sezione Servizio Sociale –  Gli organi che rientrano nel sistema di giustizia minorile sono:

IL GIUDICE: fulcro del sistema della giustizia minorile è il Tribunale per i minorenni, che si inquadra tra le sezioni specializzate previste dall’art. 102 Cost. In base all’art. 50 ordinamento giudiziario, il Tribunale per i minorenni è composto da un magistrato di Corte d’Appello come Presidente, un giudice togato di Tribunale e due giudici laici (un uomo e una donna).

Il giudice per le indagini preliminari è un organo monocratico, mentre il giudice per l’udienza preliminare è un organo collegiale composto da un magistrato e due laici (art. 50 bis og).

La Corte d’Appello ha una apposita sezione per i minorenni, composta da tre magistrati togati e due esperti (un uomo e una donna) (art. 58 comma 2 og e art 4 disp att proc min).

Il magistrato di sorveglianza per i minorenni: è competente anche per l’applicazione delle sanzioni sostitutive e delle misure di sicurezza (art. 30 comma 2 e art. 40 comma 1 dpr).

Le attribuzioni della magistratura di sorveglianza, ex art. 3 comma 2 dpr, sono esercitate dal tribunale per i minorenni e dal magistrato di sorveglianza per i minorenni nei confronti del reo minorenne sino al compimento del 25° anno di età.

La Corte d’Assise non è prevista nel sistema penale minorile.

La competenza:

La competenza per territorio (art. 3 rdl 1404/1934): il tribunale per i minorenni ha giurisdizione su tutto il territorio della corte d’appello in cui è istituito.

La competenza per materia (art. 3 dpr): la competenza per materia del tribunale per i minorenni riguarda tutti i reati commessi dai minori degli anni diciotto. Perciò, la competenza del giudice minorile è esclusiva, inderogabile e ultrattiva. Infatti, contestata la commissione di un reato da parte di un soggetto minore, rimane ferma la competenza del giudice minorile quale che sia l’età dell’indagato o dell’imputato al momento del procedimento.

Connessione: ogni deroga alla competenza del giudice minorile viene esclusa anche in ipotesi di connessione (ex 12 cpp), per cui essa rimane ferma e si fa luogo alla separazione dei giudizi allorchè:

-) art. 12 lett a) cpp: vi sia concorso di un minore e di maggiorenni nel reato,

-) art. 12 lett. b) e c) o si proceda per più reati commessi dal soggetto prima in età minore e poi maggiorenne.

A tal riguardo, l’art. 14 cpp (limiti alla connessione nel caso di reati commessi da minorenni) stabilisce al primo comma che la connessione non opera nel caso di coimputati minorenni assieme a maggiorenni, mentre al comma secondo che la connessione non opera fra procedimenti per reati commessi quando l’imputato era minorenne e procedimenti per reati commessi quando era maggiorenne.

Tutto ciò, ovviamente, non esclude la possibilità di indagini collegate sotto il profilo probatorio ex art. 371 cpp.

In tema di competenza del giudice minorile è intervenuta più volte la Corte Costituzionale, anche con soluzioni nel tempo diverse, e ciò in relazione all’art. 9 del RDL 1404.1934, che escludeva la competenza del tribunale per i minorenni quando nel procedimento fossero coimputati minori con  coimputati maggiori di anni diciotto. L’ultima Sentenza del giudice delle leggi (222.1983) tuttavia, dichiarando incostituzionale l’art 9 RDL, stabilisce che la competenza del giudice minorile sia competenza funzionale (quindi inderogabile) per tutti i reati commessi da soggetti minori di età. A conferma di tale orientamento anche la disciplina dettata dal nuovo cpp del 1988 all’art. 14.

La competenza del giudice minorile e il reato permanente: Nel caso di reato permanente, quando all’inizio dell’attività criminosa il reo era minore e la condotta si protrae anche dopo il raggiungimento della maggiore età, la cassazione ha ritenuto, essendo il reato permanente un’entità giuridicamente unitaria, che la competenza rientri per intero al tribunale penale ordinario (Cass. 93, Trimboli; Cass. 95 Appeso; Cass. 96, Cuofano).

IL PUBBLICO MINISTERO: Il legislatore con il RDL 1404.1934 ha stabilito un ufficio del procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni e un ufficio del procuratore generale presso la corte di appello.

Nel processo penale minorile, il pm deve, in base a Corte Cost. 49.1973, non soltanto realizzare la pretesa punitiva dello Stato, ma deve cooperare al conseguimento del recupero del minore.

LA POLIZIA GIUDIZIARIA: l’art 5 dpr (e l’art. 6 comma 2 disp att) stabilisce che la sezione specializzata della pg è formata da personale dotato di specifiche attitudini e preparazione.

I SERVIZI MINORILI E LE COMUNITA’:

I Servizi minorili: sono previsti dall’art. 6 dpr. Essi coadiuvano l’autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento, affiancando il minore durante le più delicate fasi di esso.

Hanno un duplice compito: -) assistono il minorenne, proteggendolo anche da possibili comportamenti poco garantistici da parte degli organi che agiscono nel processo e -) fanno da tramite fra l’autorità giudiziaria e il minore (di cui devono conoscere la personalità).

Tipologia: Vi sono i servizi dell’amministrazione della giustizia, i servizi presso gli enti locali, le comunità pubbliche, le comunità autorizzate.

IL DIFENSORE: l’art. 11 dpr e l’art 15 disp att disciplinano la figura del difensore d’ufficio.

L’ammissione all’esercizio della difesa d’ufficio è limitata a professionisti iscritti negli appositi elenchi predisposti dal Consiglio dell’ordine forense. La scelta dei difensori da iscrivere nell’albo speciale è disciplinata dall’art. 15 disp att: ciascun Consiglio predispone e aggiorna, almeno ogni tre mesi l’elenco e lo comunica al tribunale per i minorenni.

Viene iscritto in tale albo speciale chi abbia svolto la professione forense davanti alle autorità giudiziarie minorili o abbia frequentato corsi di perfezionamento e aggiornamento attinenti al diritto minorile (tali corsi vengono organizzati annualmente dal Consiglio ove ha sede il tribunale per i minori).

Tali elenchi vengono tenuti aggiornati ex art. 29 disp att cpp. La nomina a difensore di ufficio un avvocato non iscritto comporta una nullità a regime intermedio ex 178 comma 1 lett c) cpp. Ovviamente, è impregiudicata la scelta del difensore di fiducia. Si applica anche nel processo minorile il patrocinio in favore dei non abbienti ex L 217.1990.