Home Attualità Giornata contro l’omofobia, aumentano le denunce contro i maltrattamenti

Giornata contro l’omofobia, aumentano le denunce contro i maltrattamenti

Le discriminazioni per l’orientamento sessuale persistono

Oggi, 17 maggio, si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita dall’Unione Europea nel 2004. Il motivo che ha portato alla scelta di questa data sta nel fatto che esattamente il 17 maggio, ma nel 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, ufficialmente riconosciute dall’organismo.

Tanti passi avanti sono stati compiuti nei confronti di chi non è eterosessuale, non più trattato come un “appestato”. Purtroppo, un importante grado di discriminazione persiste, specie in Italia. Infatti l’associazione internazionale ILGA ha stilato un report per sondare la condizione della comunità non eterosessuale nei diversi Paesi dell’Europa. L’indagine ha posizionato l’Italia al 32°posto su un totale di 49 Paesi presi in analisi.

Associazioni italiane come Arcigay, poi, segnalano come importanti progressi debbano essere compiuti. A conferma, viene evidenziato che spesso la peggior discriminazione viene praticata da parte delle persone più vicine, come genitori, fratelli e sorelle, tra le mura domestiche. Infatti, la 12enne Laura viene picchiata la madre dopo la scoperta che la figlia fosse lesbica, in quanto innamorata di una ragazza. Come conseguenza, la ragazzina inizia a punirsi. Invece Marco, quando ha rivelato al padre di essere gay, è stato costretto dallo stesso genitore a sottoporsi a esorcismi e a recitare versi contro Satana e sodomia. Ancora il napoletano Giuseppe è stato rinchiuso in casa, preso a pugni dal fratello, e maltrattato dal padre, che gli ha gettato benzina sulle caviglie.

Un ulteriore campanello di allarme proviene dal Gay Center. Il centro mette in luce come la loro Gay Help Line (800 713 713) abbia ricevuto oltre 20mila chiamate, numerose e-mail e richieste in chat, per il 70% dovute a casi di omofobia. A ciò si aggiungono anche i dati dichiarati dal portavoce Fabrizio Marrazzo, il quale afferma che se da un lato il 12% degli italiani si dichiara gay, un 15% invece ne prova disgusto, come è ben evidente dal crescente livello di omofobia.

A questo punto si può evincere come questo problema possa essere superato comprendendo che l’orientamento sessuale non debba essere decisivo nella formulazione di un giudizio su una persona.

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