Home Politica Geopolitica dell’Ue: il futuro appeso all’elezioni in Francia e Germania

Geopolitica dell’Ue: il futuro appeso all’elezioni in Francia e Germania

L'insofferenza anti-establishment si espande a macchia d'olio

BRUXELLES –  L’UE potrà cambiare il suo futuro politico in base alle nuove scadenze elettorali chissà che le nuove elezioni americane non influenzino il nuovo scenario politico europeo portato avanti fin ora dalla cancelliera Merkel. Il primo appuntamento elettorale lo avremo domenica prossima con il referendum costituzionale e il remake del ballottaggio per le presidenziali in Austria. Poi il 15 marzo sarà la volta delle “politiche” in Olanda, il 23 aprile ed il 7 maggio i due turni delle presidenziali in Francia, ed in autunno le politiche in Germania. Per le quali non è stata ancora fissata la data. Difatti ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che si candiderà per il quarto mandato. La campagna elettorale tedesca avrà comunque un effetto diretto sull’assetto istituzionale europeo, anch’esso di fronte al rinnovo di metà mandato delle cariche. In gioco, le poltrone di presidente del Parlamento europeo (voto in plenaria il 17 gennaio, si rinnoveranno anche tutti i vicepresidenti e la composizione delle commissioni) e del Consiglio europeo. La conferma di Martin Schulz per il terzo mandato consecutivo è stata chiesta in autunno dal Pse, facendo valere l’accordo del 2014 col Ppe (cui appartengono sia Juncker sia Tusk) per l’equilibrio tra popolari e socialisti in Commissione, Parlamento e Consiglio. Negli editoriali di Wall Street Journal e Financial Times è ricorrente la preoccupazione per l’Italia se domenica prossimo fosse il “no” a vincere. L’onda lunga dell’insofferenza anti-establishment emersa col referendum per la Brexit e confermata dall’elezione di Donald Trump però è attesa anche sul voto in Austria tra il candidato dei Verdi (ed europeista) Alexander Van der Bellen e Norbert Hofer, esponente dello Fpo anti-immigrazione. Non Dobbiamo poi dimenticare l’elezioni in Francia tra Marine Le Pen e di “Alternative fur Deutschland” in Germania. Su tutto grava l’incognita dell’influenza di Mosca, che finanzia tanti partiti anti-europei, a cominciare da Front National e Lega Nord.