Home Attualità Gay pride a Benevento, insorgono i cattolici e si appellano al Vescovo

Gay pride a Benevento, insorgono i cattolici e si appellano al Vescovo

Comunicato de Il Cammino dei Tre Sentieri alla Chiesa beneventana a proposito del gaypride del 6 giugno

Il Cammino dei Tre Sentieri accoglie con tristezza la notizia che il prossimo 6 giugno la città di Benevento (città dove Il Cammino è nato) ospiterà un “gaypride” regionale.
Dalle notizie ricevute si viene a sapere che alcune forze politiche (per esempio Forza Nuova) hanno detto qualcosa.
E i cattolici?
Qui non si tratta di essere “omofobi” (etichetta peraltro utilizzata a mo’ di clava per zittire qualsiasi difesa della famiglia naturale tra uomo e donna) né tantomeno di manifestare odio e intolleranza nei confronti di chicchessia… si tratta di difendere un principio di civiltà!
Il Cammino dei Tre Sentieri ribadisce la piena fedeltà e sottomissione al Magistero della Chiesa Cattolica e ai legittimi pastori (Papa, Vescovi e Parroci), ma ha il diritto d’implorare che i pastori …facciano i pastori. Che parlino, che non siano codardamente in silenzio, che temano il giudizio di Dio piuttosto che quello del mondo.
Lo scandalo del silenzio è tra gli scandali più gravi.
Non basta dire la verità (ammesso che negli ultimi tempi la si dica), occorre anche denunciare l’errore. Quale padre di famiglia si limiterebbe ad educare i propri figli limitandosi ad indicare il bene senza allontanarli dal male?
Ai nostri tempi c’è troppo clericalismo … e poco cattolicesimo. L’autorità di un vescovo o di un parroco sta prima di tutto nel difendere il gregge dall’errore … il resto (e non ci riferiamo certo alla preghiera e all’amministrazione della Grazia) sono solo inezie che il tempo dissolverà.
Il Cammino dei Tre Sentieri si appella al Vescovo e ai parroci di Benevento, così come a tutti i cattolici di buona volontà, affinché parlino, “proteggano” tutti coloro che sono influenzati dalla cultura dominante, affinché si dica che ormai siamo in un tempo in cui, con la messa in discussione dell’unicità della famiglia e della necessità che i bambini abbiano bisogno di un padre-padre e di una madre-madre, non solo vi è un chiaro attacco alla civiltà naturale, ma che ad essere minata è la stessa essenza antropologica.
Certamente la parola da sola non basta, occorre prima di tutto pregare … ma –lo ripetiamo- ogni nostro silenzio ci priva di un atto di misericordia spirituale, che è quello di “affermare la verità” e “ammonire gli erranti”.
E anche di questo dovremo rendere conto. Un giorno il Signore potrà dirci: “Perché hai taciuto, quando potevi parlare?”
In Cordibus Jesu et Mariae