Frane e alluvioni non sono fenomeni solo accidentali; il territorio richiede cura

L’alluvione di Monteforte e’ un esempio, il territorio richiede una maggiore attenzione che spesso manca.

Frane e alluvioni non sono fenomeni solo accidentali; il territorio richiede cura

Monteforte Irpino colpita domenica scorsa da u violento alluvione esce con danni alle abitazioni e ferite da rimarginare, ma, fortunatamente, non piange vittime e cio’ e’ dovuto anche alla buona sorte. Lo stesso sindaco Martino Giordano all’indomani e’ apparso scosso ed impaurito dagli effetti dell’alluvione e dal pericolo non ancora scongiurato della precarieta’ del costone che sovrasta l’abitato di Monteforte. Poteva andare peggio! Come ventidue anni fa, quando una frana interesso’ i comuni di Quindici e Moschiano da un lato e di Sarno sull’altro versante del monte di Pizzo Galvano: 160 furono le vittime ed incalcolabili i danni.

Se andiamo a ritroso registriamo la frana che nell’anno 1954 interesso’ Salerno, ove si contarono trecento vittime; oppure quella piu’ recente di Atrani (anno 2010) che trascino’ a mare il corpo di un’incolpevole donna al lavoro nel suo bar. L’episodio piu’ recente e’ lo scoppio del fiume tombato che invase il centro di San Martino Valle Caudina. Questi esempi dimostrano che di frane e smottamenti si puo’ morire, eccome. Ma dimostrano anche che nell’arco degli anni (siamo a ventidue anni dalla frana di Quindici e Sarno) poco e’ stato fatto per mettere al sicuro il territorio. All’indomani di tale disastroso evento, anche in seguito all’emotivita’ provocata, fu predisposto un piano di messa in sicurezza e rifacimento dei regi lagni. Ma lo stesso non e’ stato completato e di sicuro oggi manca una mappa aggiornata della variazione del territorio. Nuove costruzioni ma anche incendi e piccole frane hanno modificato la fisionomia dei luoghi che pertanto vanno mappati nuovamente; ed oggi lo si puo’ fare agevolmente con l’ausilio dei satelliti.

Per fare cio’ occorrono finanziamenti di cui non sempre i Comuni dispongono, oppure vengono usati prioritariamente per altre esigenze. Non si puo’ prendere sottogamba il territorio che, visti i dati dei fenomeni franosi, e’ piuttosto fragile in tutta Italia. Se solo pensiamo che, su 850mila frane che interessano l’Europa , 700mila avvengono in Italia, dobbiamo desumere che, data la conformazione del territorio molto frastagliato, il problema interessa soprattutto noi Italiani. Nel dettaglio per avviare un piano serio sarebbe opportuno che un gran numero di operai idraulico forestali agissero da sentinelle e, con opere preventive, si attivino alla manutenzione costante e continua delle caditoie, dei canali di scolo e della messa in sicurezza delle zone disboscate, ahime’, il piu’ delle volte a causa di incendi dolosi o accidentali che siano.