Home Territorio Flumeri Ordinanza shock Giubbotto catarifrangente per i profughi

Flumeri Ordinanza shock Giubbotto catarifrangente per i profughi

Flumeri -Alquanto discussa è stata l’ordinanza del sindaco di Flumeri Angelo Lanza, il quale in un ordinanza ha imposto agli immigrati di indossare nelle ore notturne un giubbotto catarifrangente . un’ordinanza tassativa che alza i toni di molti stakeholders, che vedono tale ordinanza un atto discriminatorio addirittura nazifascista. Il primo cittadino giustifica l’atto in quanto avvisa una pericolosità delle strade cittadine , e la scarsa visibilità potrebbe costare una tragedia, così come accadde a un imprenditore agricolo che fu investito giorni fa da un auto. Sembrerebbe che nelle vicinanze dove alloggiano gli immigrati siano avvenuti diversi incidenti mortali. Per ovviare al problema il primo cittadino ha deciso di emanare “l’ordinanza”. Un dubbio sorge spontaneo,perché solo agli immigrati? Diverse sono state le congetture dei diversi esponenti di partito che chiedono alla Procura di fermare il business a discapito degli immigrati.
Tra l’altro chi pagherà i catarifrangenti? Il comune o la cooperativa che gestisce l’accoglienza degli stessi.
Da diversi giorni in Irpinia gli Immigrati chiedono maggiori tutele contro un circolo vizioso di solo e mera politica di alloggio. Molti profughi hanno protestato nei giorni scorsi davanti alla prefettura denunciando le condizioni di giovani speranzosi che sono fuggiti o da situazioni di guerra e povertà estrema, e si sono ritrovati ancora una volta vittime di un sistema che non accoglie.
Questa è dunque l’accoglienza che la nostra irpinia sa garantire a chi fugge da guerre, persecuzioni e violenze? Ancora una volta, siamo di fronte a un sistema sciatto, inadeguato, costruito senza alcuna progettualità e con modalità emergenziali. Viene da chiederci quali trattamenti rieducativi e di socializzazione sono previsti per gli immigrati, forse evidentemente l’unica socializzazione organizzata dalla società che gestisce l’accoglienza è quella di mandarli a spasso senza meta per le strade montane di Flumeri, allorché era necessaria un ordinanza che priva ancora ulteriormente le libertà individuali di uomini liberi e non schiavi.

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