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Finanziamenti ai Partiti: ci pensano le fondazioni

Finanziamenti ai partiti

Finanziamenti ai partiti – Dall’avvento del sistema repubblicano i partiti politici sono stati foraggiati con un sistema di finanziamento pubblico proporzionato ai voti che ciascuno di essi prendeva alle tornate elettorali. L’elettorato pero’, visto il cattivo uso che i partiti facevano e la quantita’ abnorme di denaro pubblico che essi bruciavano, nell’anno 1978 e’ insorto e a mezzo di una consultazione referendaria rispose si all’abrogazione del finanziamento pubblico.

Ma i partiti politici, cosi’ ben abituati ad essere  foraggiati dal sistema pubblico, di fatto non si curarono delle risultanze di quel referendum e non fecero seguire alcun  provvedimento di legge che desse efficacia alla volonta’ popolare.Cosi’ negli anni si e’ continuato a sprecare risorse pubbliche per campagne elettorali esose ed altisonanti e per liquidare i sostenuti rimborsi spese di quell’esercito di onorevoli, segretari e portaborse, che ci hanno rappresentato in Parlamento. Fino a che non sono esplosi scandali allorquando lo sciupio del denaro pubblico aveva assunto la connotazione di latrocinio e la sistematicita’ di un’organizzazione a delinquere. Si e’ scoperto ad esempio che il tesoriere della Margherita Lusi aveva speso ed investito in nome del partito, oramai superato e defunto, circa 22 milioni di euro in fabbricati intestati a se stesso e ai suoi familiari.Nello stesso periodo e’ deflagrata “affittopoli”, sistema per cui i nostri onorevoli prendevano possesso di prestigiosi appartamenti nel centro di Roma a prezzi stracciati.Tale andazzo, raggiunto il culmine, e’ esploso e ha reso la casta dei politici odiosi agli occhi dei cittadini che dall’anno 2009 con la crisi incipiente vedevano sempre piu’ridursi il potere d’acquisto del loro  misero stipendio, se paragonato ai vitalizi e ai rimborsi spese dei privilegiati politici.Oggi il finanziamento pubblico e’ stato abolito legislativamente, anche se tale provvedimento vedra’ i suoi effetti completi solo nel 2017. Chi sovvenziona i politici oggi? Sono spuntate le fondazioni, organizzazioni onlus che fanno capo ai politici e che sono attrattori di adesioni ed elargizioni di privati ed imprenditori, che comunque costituiscono un giro con la finalita’ del do ut des. Ogni politico che si rispetti e’ a capo di una fondazione, a partire dal premier Renzi fautore di “Big Bang”, per passare a “Nuova Italia”di Gianni Alemanno e a “Costruiamo il Futuro” di Maurizio Lupi, per continuare con “Italianieuropei” cha fa capo a Massimo D’Alema e a VeDro’ di Enrico Letta. Se poi a finanziare tali organismi sono quegli elementi della Terra di mezzo,presi nella rete nel novembre scorso, quali Carminati, Buzzi e Panzironi e allora c’e’ piu’ che diffidare di tali percorsi. Quindi il finanziamento pubblico e’ stato respinto dal popolo in quanto portatore di sprechi e privilegi della Casta, ma con questo secondo sistema si rischia di finire dalla padella alla brace… Soprattutto se constatiamo che le Fondazioni non prevedono alcun obbligo di trasparenza dei bilanci e dei finanziatori! Per cui trincerarsi dietro l’anonimato, protetti dalla normativa vigente e’ il massimo che un faccendiere possa chiedere per mettere in opera losche manovre.