Home Attualità Fase 2, Marenghi ” si ritrovi in Parlamento il processo decisionale”

    Fase 2, Marenghi ” si ritrovi in Parlamento il processo decisionale”

    Intervista al dottore Marenghi sulle fase 2 ed emergenza covid-19

    D) Dottore Marenghi, veniamo subito alla tematica di maggiore attualità, secondo la sua autorevole opinione, come ha gestito l’emergenza sanitaria il Governo?

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    R) La responsabilità più grave di questo Governo è stata quella di non comunicare ai cittadini immediatamente uno stato di emergenza deliberato sin dal 31 gennaio 2020. Accanto a questa rilevante omissione stigmatizzo l’iniziale, incosciente, sottovalutazione della problematica ampiamente smentita dalla virulenza e dalla diffusione del COVID 19.

    D)  Invece per quanto riguarda i provvedimenti adottati nel campo economico e sociale, anche analizzando le scelte fino ad oggi compiute dal Governo Conte, l’Italia ha bisogno di misure assistenziali (si parla con insistenza di introdurre il reddito di emergenza) di misure economiche finalizzate a sostenere la ripresa delle piccole e medie imprese e il settore della edilizia privata e pubblica.

    R) Non credo che l’assistenzialismo sia la soluzione al problema. Occorre ridurre il tasso di burocrazia, semplificando i regimi autorizzatori che spesso ostacolano le imprese nell’esercizio delle attività economiche. In questo senso auspico che l’istituto giuridico del silenzio assenso diventi la regola e non sia più eccezione.

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    D) Passiamo ad esaminare il ruolo delle Regioni e alle misure contenute nel Piano economico sociale varato dalla Giunta della Regione Campania. Cosa ne pensa?

    R) L’emergenza covid-19 sud,  non ha conosciuto le proporzioni drammatiche di diffusione del virus che si sono visti in Lombardia o in Piemonte. Diversamente sarebbero emerse in modo impietoso le carenze strutturali del nostro sistema sanitario dovute a scelte passate di  politiche di tagli.

    D) Concludiamo l’intervista con una domanda rivolta al giurista e studioso. Dott. Marenghi come giudica il ricorso sistematico al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), uno strumento giuridico non previsto in Costituzione, con il quale il Presidente Conte ha preso decisioni importanti per la vita del nostro paese con atto sostanzialmente monocratico. Insomma, per dirla tutta, ma il Parlamento, esautorato completamento dal proprio fondamentale ruolo, ha svolto un ruolo marginale in questa difficile momento per la nostra patria. Quindi dott. Marenghi, abbiamo assistito ad una mortificazione del Parlamento e quindi del popolo visto che le Camere sono espressione della volontà popolare?

    R) Trovo gravissimo l’uso costante e l’utilizzazione dello strumento del DPCM, di fatto escludendo il Parlamento da qualsiasi processo decisionale. Per le ragioni di urgenza, innegabili, la nostra Costituzione prevede l’istituto del decreto legge, che ha nella gerarchia delle fonti la dignità giuridica della legge primaria e coinvolge democraticamente il Parlamento all’atto della conversione in legge.

    A cura di Marco Grossi

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