Home Politica Ex Irisbus, il Governo risponde all’interrogazione di Sibilia (M5S)

Ex Irisbus, il Governo risponde all’interrogazione di Sibilia (M5S)

“Parole vaghe, sconosciuto il piano industriale ed esecutivo che se ne lava le mani”

“Una risposta molto vaga quella ricevuta oggi dal Ministero dello Sviluppo economico al nostro question time in Commissione Attività Produttive della Camera sul presente e il futuro dell’ex Irisbus, ora Industria Italiana Autobus”. Lo afferma il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, il quale aggiunge: “Le parole molto evasive del Mise non hanno dissipato i nostri dubbi sulla sussistenza del progetto IIA. Progetto che pare nessuno  conosca nei dettagli.  Inoltre il governo ha tenuto a specificare che la partecipazione al 20% di Finmeccanica è solo di facciata, visto che l’azienda a maggioranza dello Stato ha dichiarato che non procederà ad alcun tipo di investimento nel comparto autobus fino al 2020 ”. “Quindi, mi chiedo: senza una traccia di alta tecnologia negli autobus da produrre quale sarà il valore aggiunto? Quale l’appeal che dovrebbe spingere aziende private o istituzioni pubbliche nazionali ed estere ad acquistare i mezzi costruiti a Flumeri?” – si chiede e domanda retoricamente il parlamentare avellinese, che continua: “Tanto più che ad oggi non si conosce un piano industriale dettagliato ma, secondo una previsione economica, è dato solo ipotizzare che, per il 2020, anno di regime, saranno fatturati 130 milioni di euro di cui 50 milioni nello stabilimento di Valle Ufita, a conferma del fatto che quello irpino è da considerarsi di serie B rispetto all’ex BredaMenarinibus di Bologna”. “Il Governo, da sua stessa ammissione, sta ancora verificando il piano di investimenti e quello di ristrutturazione e riorganizzazione e, mettendo le mani avanti, afferma che dovrà essere l’azienda a farsi spazio in un comparto in cui sono le grandi multinazionali a prevalere nelle gare di assegnazione di nuovi veicoli. Contravvenendo a quelli che erano gli auspici di Del Rosso. Le uniche cose certe al momento sono la perdita di 400 delle 700 unità lavorative iniziali e il reinserimento, ma in maniera graduale a partire dal prossimo gennaio, di 297 lavoratori ora in CGIS, senza però una nota programmazione industriale di lungo periodo. Dunque, cosa è stata inaugurato il 7 luglio scorso a Flumeri? C’è poco da esultare perché, sebbene auspichiamo lunga vita all’IIA, con queste premesse restiamo scettici sul presente e sul futuro dello stabilimento senza innovazione e alta tecnologia e, al contrario, con costi di produzione di certo poco competitivi rispetto ad altre aziende mondiali” conclude Sibilia.

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