Elezioni USA, domani il voto. Ecco come funziona il complesso sistema americano.

Le elezioni per il Presidente degli Stati Uniti ci saranno domani. Mai come questa volta l’esito finale sembra essere piuttosto incerto. Battaglia all’ultimo voto, soprattutto negli Stati incerti. Molti storici e sondaggisti ricorderanno questa campagna elettorale come una delle più accese e dibattute della storia americana. Colpi bassi, intrighi personali, scandali vari. Una sorta di guerra atta a dimostrare chi e’ meno peggio. Lo screditare l’avversario, ha, comunque sia, da sempre caratterizzato il confronto elettorale a stelle e strisce.

A sfidarsi per la poltrona presidenziale e quindi l’ingresso alla Casa Bianca, saranno Hillary Clinton e Donald Trump. La prima, democratica, e’ partita come la grande favorita. Sostenuta anche dal Presidente uscente Barack Obama e dalla consorte Michelle, la lady Clinton ha sbaragliato i suoi avversari nella corsa alle primarie democratiche. Donald Trump, milionario di fama internazionale, ha rappresentato la vera novità di questo appuntamento elettorale. Molti infatti, anche internamente ai repubblicani stessi, pensavano di ripetere, ancora una volta, la storica battaglia tra la famiglia Clinton e quella Bush. Alle primarie repubblicane infatti, era candidato anche Jeb Bush, fratello del già Presidente a stelle e strisce.

Elezioni USA, Trump contro Ilary.

L’intraprendenza e a tratti irruenza di Trump, ha letteralmente frammentato alcune logiche interne ai repubblicani, facendo breccia tra la base elettorale del suo partito. Gli elettori americani si apprestano ad eleggere un Presidente, con un sistema elettorale che ai nostri occhi potrebbe risultare piuttosto strano. Anche sulla data stessa delle elezioni, vi sono ragioni storiche che risalgono a qualche secolo fa. Una legge del 1845 infatti, prevede che si voti il primo Martedi dopo il primo Lunedì di Novembre. Differentemente da quanto avviene in Italia, negli Stati Uniti per votare e’ necessario iscriversi ad un registro pubblico degli elettori. Proprio per tale aspetto, molti americani sono ancora oggi restii a votare. Altro mito da sfatare e’ quello che riguarda i candidati a Presidente. Diversamente da quanto potrebbe sembrare, anche in queste elezioni i candidati non sono solo due.

Ci saranno infatti, addirittura 30 candidati. Hillary Clinton e Donald Trump saranno gli unici a presentarsi in tutti gli Stati, ma ci saranno candidati presenti anche in un singolo stato. Il rispetto della segretezza del voto e della privacy e’ stata sempre prerogativa fondante del diritto al voto in Italia. Negli Stati Uniti non e’ così: al momento dell’iscrizione alle liste elettorali infatti, saranno i cittadini stessi a dichiarare per quale partito sono intenzionati a votare. Ovviamente gli elettori non sono obbligati a rispettare la propria dichiarazione di voto.

Ad eleggere formalmente il Presidente però, non sono direttamente gli elettori, ma i 538 delegati che sono votati a loro volta dall’elettorato. I delegati votano in maniera segreta e quindi non hanno obbligo di votare per il candidato Presidente per cui sono stati eletti precedentemente. Per essere eletti Presidente e’ necessario avere maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori, attualmente pari a 270 delegati. Non resta quindi che attendere domani per conoscere chi risiederà alla Casa Bianca per il prossimo quadriennio.