Economia – In questi giorni sono stati pubblicati i dati del Prodotto Interno Lordo Italiano (PIL) che per gli analisti economici è l’indice per lavalutazione dello stato di salute della economia italiana. Senza dubbio l’attuale crescita, debole, del PIL e il suo valore al di sotto delle previsioni, nel secondo trimestre, sono un dato davvero preoccupante, che conferma, una situazione di instabilità dell’ economia italiana, a fronte del perdurare di una politica di austerity e di rigore a livello europeo.
Indubbiamente, valutando le stime di massima degli analisti ed i dati ISTAT, senza una svolta a livello europeo con una riscrittura della cosiddetta “costituzione economica” e del “patto di stabilità”, di sicuro saremo forzati ad avere, nei prossimi mesi, livelli di crescita del tutto insufficienti, sulla scia dello zero virgola %, con un possibile aumento delle diseguaglianze economiche e sociali diffuse su tutti gli strati sociali.
Questa situazione di “tensione” potrebbe essere risolta dal Governo italiano, spingendo gli altri paesi europei a rimuovere i nodi di fondo strutturali, come appunto le catene dell’austerity, che deprimono la crescita e che potrebbero peggiorare ancor dopo la Brexit che già ha segnato un contrappasso nella ricerca di uno sviluppo armonioso dell’area euro.
Senza dubbio occorre svincolare gli investimenti pubblici, e non solo quelli, dai parametri rigidi di bilancio imposti, puntando sulla creazione di nuove infrastrutture, sull’innovazione tecnologica e le reti di comunicazione, sulla ricerca scientifica, sostenendo quelle filiere industriali che si rilevano più produttive e di estrema qualità, utilizzando politiche attive del lavoro. Difatti l’ impresa dinamica può produrre lavoro e con un’azione sinergica sui fattori di sviluppo tra le istituzioni nazionali e locali.
D’altro canto bisogna anche far crescere i consumi, soprattutto rinnovando tutti i contratti pubblici e privati a partire da quelli già scaduti, e riducendo il cuneo fiscale come promesso da anni, così come le tasse per i pensionati e per le imprese che investono e assumono.
Questo rallentamento nel secondo trimestre del PIL, è stato influenzato dal rallentamento globale dell’economia. Lo stesso ministro dell’economia nel valutare la situazione tende a tenersi sul vago; intanto, mentre da un lato si rafforza la fiducia in generale sui fondamentali economici italiani, sempre a detta di Via XX settembre, per gli altri dati, come l’occupazione e l’andamento dei servizi, si registra un tentennamento anche in considerazione di come tali indicatori siano stati confrontati per i trimestri precedenti.
La strategia attuale del Governo continua ad essere basata sulle riforme costituzionali, strumento ritenuto cardine per l’accrescimento della competitività e sulla riduzione delle tasse, almeno nelle intenzioni, mentre accelera sul fronte degli investimenti, così come dimostrano le decisioni del CIPE dei giorni scorsi, con particolare favore per le regioni del SUD.
Quanto alla legge di bilancio per il 2017, le indiscrezioni di palazzo parlano di una concentrazione nell’uso delle risorse disponibili, anche se limitate dal peso del debito pubblico, e su ben poche misure a sostegno della crescita, come la redistribuzione dei redditi.
Il valore assoluto del debito pubblico da poco diffuso sembra essere in linea con le aspettative, seppur ottimistiche, del ministero e del Governo, anche se di sicuro esso continuerà a salire, mentre il rapporto tra debito pubblico e PIL si è stabilizzato di poco ma in costante crescita. Questa situazione secondo il Ministro Padoan, è correlata agli eventi che hanno fatto emergere o rafforzato alcuni fattori di rischio geopolitici, come le varie crisi internazionali che hanno un impatto negativo sulla crescita italiana.
La propensione al protezionismo, che sembra riemergere in alcuni contesti, preoccupa i policymaker di tutto il mondo, infatti in una delle riunioni del G7 di maggio, il Fondo mondiale degli Investimenti aveva già segnalato un preoccupante rallentamento degli scambi internazionali e aveva messo in guardia da una riduzione generalizzata del commercio mondiale.
Gli effetti di questi fenomeni sulle prospettive di crescita dell’Italia erano, come anticipato, già noti da tempo, quindi il dato di oggi non costituisce una inattesa sorpresa.
Il Ministero dell’Economia ricorda che,già al momento dell’insediamento di questo Governo, si è agito per restituire la giusta competitività al sistema produttivo, attraverso la riduzione della pressione fiscale ad esempio. Una combinazione, questa, di misure a favore delle imprese e delle famiglie che ha ridotto il cuneo fiscale, anche se di poco, e promosso una certa ripresa dei consumi per ripristinare un minimo di crescita.
I conti pubblici italiani sembrano essere sotto controllo, come evidenziato dall’andamento del fabbisogno del settore statale, ma sono altre voci di spesa a pesare sull’andamento crescente del debito pubblico; intanto, a fine settembre il Governo presenterà la nota di aggiornamento al DEF, con una proiezione del nuovo quadro macroeconomico con le previsioni aggiornate sull’andamento dell’economia e in combinazione con i dati della contabilità nazionale, così sarà possibile valutare i target per il rapporto Deficit/PIL e Debito/PIL.
Sul fronte delle privatizzazioni, che vengono valutate come strategiche per il recupero dei fattori di debito, in particolare, la privatizzazione dell’ENAV, sembra stia ottenendo un buon risultato, nonostante il clima generale dei mercati, tutt’altro che propenso, mentre il piano di cessione di un’ulteriore quota di azioni di Poste italiane, fornirà un ulteriore contributo utile ad avvicinare gli obiettivi fissati ad aprile scorso. C’è da attendersi che sia l’andamento del settore dei servizi in generale, il quadro dell’occupazione e la stima delle entrate tributarie e contributive, segnino il miglioramento delle prospettive economiche rispetto allo scorso trimestre, in particolare il dato dell’occupazione continua a migliorare nel settore dei servizi, con dei distinguo e potrebbe contribuire a conseguire risultati migliori per il prossimo trimestre.
Dott. Antonio Ansalone