Home Attualità Ecco perché dovremmo chiedere scusa a mamma Africa!

Ecco perché dovremmo chiedere scusa a mamma Africa!

Mamma Africa

Da sempre, fin dal tempo dell’antica Ellade i cui abitanti si mossero spinti non dalla conquista, ma dalla necessità di sopravvivenza, si badi bene sopravvivenza, che il nuovo, lo “straniero” viene temuto, guardato con sospetto e spesso osteggiato.

In questi ultimi anni di forti ondate migratorie, provenienti soprattutto dall’Africa, e che interessano principalmente le coste “della terra bagnata tra i mari”, come amarono definire l’Italia i primi greci che giunsero sulle nostre coste, è più che mai avvertito questo tema delicato e angosciante.

Il “nero” fa paura, declamavano gli slogan fascisti riferendosi ai numerosi soldati marocchini, algerini, tunisini, che facevano parte delle truppe alleate  (in particolar modo britanniche), mentre risalivano la penisola in piena seconda guerra mondiale.

Oggi questo slogan, fomentato da diversi leaders politici, presenti anche nell’attuale maggioranza di governo, sembra essere tornato di moda, inculcando nella popolazione: angoscia, paura ma soprattutto intolleranza!

Di chi  la colpa? Sicuramente dello Stato impreparato ad accogliere una massa enorme di migranti; dell’Europa, sorda alle richieste di aiuto degli Stati più esposti nel fronteggiare questa grave crisi umanitaria; di speculatori senza scrupoli, ex imprenditori falliti che per risollevarsi lucrano su questa “nuova tratta degli schiavi”,non certo dei poveri migranti, la cui unica colpa è quella di voler sopravvivere!

In tempi di incertezze e crisi, coloro che sono abili manipolatori giocano sulla paura, insicurezza fomentando l’odio verso queste popolazioni. Spesso si sentono pronunciare frasi del tipo: perché vengono qui, perché non se ne tornano a casa loro?

Quale casa? Aggiungerei io. Non hanno più una casa e, forse, soprattutto per colpa nostra…

La società di oggi dimentica o fa finta di non ricordare che noi europei, in primis, abbiamo ridotto l’Africa alla situazione in cui versa attualmente!

Abbiamo (nel secolo scorso, con l’occupazione e la riduzione a  colonie, poi con le grandi multinazionali, soprattutto degli idrocarburi) spremuto come un limone un intero continente, lasciando loro le briciole, miseria e fame. Intere Nazioni sono tutt’oggi sotto il giogo delle mega corporations, di industriali senza scrupoli. I governanti locali vengono facilmente corrotti  in cambio di ricchezze e favori personali, delegando a potenze straniere (vedi Nigeria, Niger, etc.) il pieno controllo delle  loro risorse.

Tante volte dimentichiamo che parte del nostro benessere (auto, comodità, lussi vari) provengono dallo sfruttamento eccessivo di questo continente. Milioni di persone soffrono la fame a causa della nostra ingordigia. Non c’è stato un Paese europeo che poco o tanto non abbia sfruttato questo territorio così ricco sia di biodiversità che di materiali del sottosuolo. L’Europa e le sue figlie  (tutte le aziende statali e parastatali che operano in questi territori, e L’Italia con le sue imprese ricopre ruoli rilevanti) hanno fomentato direttamente o indirettamente guerre fra Nazioni, intestine,  profonde disuguaglianze. Non dobbiamo meravigliarci se adesso i figli o nipoti di quell’Africa, che abbiamo così a lungo bistrattato, in qualche modo vengano a chiederci  il conto, di quanto ingiustamente loro sottratto per secoli. La prossima volta che qualcuno crede di poter dir loro di ritornarsene a casa, forse farebbe prima a restituir loro “qualche mattone” di quella casa e di quel futuro che gli è stato senza nessun diritto privato!

A cura di Marco Vitale

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