Home Attualità Ecco le banche italiane a serio rischio fallimento, piccoli risparmiatori massacrati

Ecco le banche italiane a serio rischio fallimento, piccoli risparmiatori massacrati

Banche Italiane a rischio fallimento? – Esiste sempre il doppio risvolto della medaglia nella vita, sarà forse sfuggito a Renzi ed il suo governo questo piccolo particolare, mentre infatti i Renziani lodavano il grandioso salvataggio delle 4 maggiori banche Italiane senza nessun’aiuto pubblico i piccoli risparmiatori, quelli per intenderci che reggono tutto il sistema, sono stati coinvolti loro malgrado in tanti piccoli fallimenti e sono ora, costretti, a fare i conti con la dura realtà, ovvero quella di aver perso tutti o quasi i loro risparmi.

“Ecco alcune delle banche italiane a rischio fallimento, piccoli risparmiatori devastati”

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Non ci riferiamo ai grandi azionisti, ai manager investitori, loro sono ben consapevoli che il capitale investito in certe condizioni è soggetto a rischio, con possibili guadagni o repentine perdite, perdite appunto, che per questi top manager risultano essere briciole di un mosaico molto più ampio, chi invece viene devastato sono l’enorme fiume di piccoli risparmiatori, dalla casalinga al pensionato, dal piccolo artigiano al disoccupato con due spicci da parte, che, impreparati, o semplicemente illusi da un facile guadagno vengono condizionati e spinti ad investire parte o tutti i propri risparmi nelle classiche obbligazioni bancarie. In alcuni casi in buona fede, in altri casi con palesi inganni da parte dei direttori o degli ammaestrati operatori.Ed è proprio questo il punto, lo stesso per il quale si è scatenato il putiferio sui possibili inganni, sembra infatti che alcune banche abbiano venduto come sicure e garantite al 100% obbligazioni, insomma un investimento sicuro, ma la realtà per chi conosce il settore è decisamente ben diversa, infatti e riportiamo uno stralcio da wikipedia:

L’obbligazione (bond in inglese) in ambito finanziario è un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma. Un’obbligazione tipica sono ad esempio i titoli di Stato.

Scopo di un’emissione obbligazionaria (o prestito obbligazionario) è il reperimento di liquidità da parte dell’emittente.

Di solito il rimborso del capitale al possessore del titolo di credito da parte dell’emittente avviene alla scadenza al valore nominale e in un’unica soluzione, mentre gli interessisono liquidati periodicamente (trimestralmente, semestralmente o annualmente). L’interesse corrisposto periodicamente è detto cedola perché in passato per riscuoterlo si doveva staccare il tagliando numerato unito al certificato che rappresentava l’obbligazione. Se l’emittente non paga una cedola (così come se è insolvente nei confronti delle banche o di creditori commerciali), un singolo obbligazionista può presentare istanza di fallimento.

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Dunque, quando si tratta di investimenti di settore è assolutamente da escludere la parola “sicura”, esiste il classico capitale di rischio e va sempre ben documentato e preso in seria considerazione, e quindi dovere etico e morale delle banche spiegare nei minimi dettagli, soprattutto a coloro i quali sono assolutamente impreparati, come vengono investiti i propri risparmi e fino a che punto esista il rischio di vederseli sfumare.

Elenco banche a rischio fallimento, ultime news

Secondo quanto scrivono i maggiori quotidiani sarebbero 10 le banche a rischiare pericolosamente il crack. Tra di esse ci sarebbe anche la campana BCC Irpinia. Ecco l’elenco:

  • Istituto per il credito sportivo;
  • Cassa di risparmio di Loreto (controllata da Banca Marche);
  • Bcc Banca Brutia (Cosenza);
  • Banca Padovana credito cooperativo;
  • Banca di Cascina (Pisa);
  • Cassa Rurale di Folgaria;
  • Banca popolare dell’Etna;
  • Banca popolare delle province calabre;
  • Bcc Irpina;
  • Bcc di Terra d’Otranto.

 

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