Home Salute Dimissione precoce dopo il parto,a Firenze la sperimentazione

Dimissione precoce dopo il parto,a Firenze la sperimentazione

Dimissione precoce  è questo  il nome del nuovo progetto che interessa tutte le mamme che dovranno partorire nel 2016, lo scopo è di riunire quanto prima il nucleo familiare e liberare posti in ospedale . Il progetto è stato già esperimentato lo scorso ottobre dall’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze ed è rivolta esclusivamente alle donne che hanno avuto almeno un figlio con parto naturale senza problemi e hanno portato avanti una gravidanza sana e che prima di tornare a casa vengano superati i controlli. La dimissione avviene in giornata, entro sei ore dal parto, ma le pazienti non vengono totalmente abbandonate, è prevista un’assistenza continua mediante una visita a domicilio di un’ostetrica che controllerà la  mamma ed il bambino, inoltre dopo un paio di giorni, sia la mamma che il neonato dovranno recarsi in ospedale per degli screening obbligatori. Il direttore del Dipartimento materno infantile dell’Azienda sanitaria di Firenze afferma “ finora abbiamo avuto una buona risposta e tutto è filato liscio, con allattamenti esclusivi al seno ben avviati e mamme felici dell’esperienza, le richieste sono state molte ma quelle soddisfatte poco più di una decina perché i requisiti molto restrittivi sono un bell’imbuto. La nostra priorità e renderci conto se la procedura avviata regge bene, sia la salute che la gestone del piccolo, non si vede perché non facilitare il ritorno a casa”. Il progetto è stato molto gradito dalle mamme e molto probabilmente sarà istituito anche in altri punti della città, Annunziata Borgo San Lorenzo e Careggi. Molte sono le richieste pervenute da tanti ospedali italiani , poiché il progetto è ben costruito ma sarà difficile esportarlo in altre regioni. “Per creare un percorso di questo genere c’è bisogno di una rete territoriale molto forte e di una sinergia ospedale-territorio davvero efficiente. Solo così è possibile garantire la sicurezza della mamma e del bebè anche a domicilio”, conclude Pezzati.