Home Salute Diamo i numeri sul cancro in attesa di un dettagliato Registro Tumori

Diamo i numeri sul cancro in attesa di un dettagliato Registro Tumori

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Parlare di cancro spaventa. Spaventa chi lo ha sperimentato, i familiari, gli amici. Spaventa chi non lo ha avuto, perché il terrore rimane dietro l’angolo o nascosto sotto lo zerbino di casa.
Chiamiamolo neoplasia, eteroplasia, tumore, brutto male o “quella cosa li’”, ma resta sempre in chi ne parla e in chi ascolta quella subdola ansia del fare i conti con un corpo che non risponde a tutte le nostre domande.
Se ci fermiamo un attimo e ci chiediamo se siamo malati, non sappiamo rispondere, ma non saprà rispondere alcun luminare, perché la storia naturale del cancro la rende una malattia ancora infida, difficile da diagnosticare e troppo estesa tra organi e apparati per poterli screenare tutti. È proprio questo senso dell’ignoto che ci fa spesso allontanare, paradossalmente, dalle sempre più diffuse campagne di prevenzione e di informazione (quelle vere, s’intenda, non manifestazioni autoreferenziali di associazioni e medici). Ma se tutto ciò ci incute paura, enumerare il problema cancro e declinarlo nei termini statistici più diffusi dovrebbe farci capire che così come il cancro esiste, è bene conoscerlo per poterlo affrontare.Gli esigui registri tumori italiani ci restituiscono anche quest’anno, come ogni anno, una serie di dati leggermente diversi da quelli precedenti. La sopravvivenza generale in Italia è aumentata rispetto alla media europea e il 27% dei pazienti ammalati presenta un’aspettativa di vita sovrapponibile alla popolazione generale. Il cancro non è la prima causa di morte degli Italiani, ma la seconda, considerato che le patologie cardiovascolari rappresentano il motivo dell’exitus nel 38% dei casi, contro il 25% delle neoplasie.
La mortalità per tutti i tumori in entrambi i sessi si è ridotta, in particolare per quanto riguarda le patologie ad elevato impatto e in particolare la mortalità per cancro della mammella è diminuita dell’1.4%, per cancro della prostata del 2.8%, non soltanto grazie alle diagnosi precoci, ma anche per l’introduzione di terapie immunologiche specifiche.Ciò non equivale a dire che il cancro sta scomparendo o “sta per essere debellato”, al pari di una patologia infettiva, come a volte titoli sibillini ci fanno intendere.Il numero di nuove diagnosi è aumentato: medaglia d’oro al colon retto, argento alla mammella, bronzo al polmone, seguiti da prostata e vescica. Si ammalano di più le donne, rispetto agli uomini, forse quale contrappasso dell’elisir femminile di lunga vita magari associato ad un vizio, quale quello del fumo.Purtroppo di cancro si muore ancora; il polmone primo in classifica, seguito da colon-retto, mammella, pancreas, stomaco e prostata.
Ma cosa serve davvero per distruggere il mostro cattivo?
Una fata turchina dal nome di prevenzione primaria, dove ad una sana alimentazione si associa attività fisica; una bacchetta magica che è quella della prevenzione secondaria o dello screening e una lampada di Aladino, con le terapie più adeguate e innovative che mirano alla guarigione riducendo al massimo gli effetti collaterali delle terapie e le recidive.Forse non è tutto e la ricerca potrà portarci nella terra di mezzo del Signore degli Anelli dove il potere di rendere invisibile il male, ci condurrà lentamente, ma speriamo costantemente, verso la sua distruzione.

Av, 25 sett 2015
Graziella Di Grezia