Home Politica De Mita Udc: bisogna garantire livelli di libertà democratiche

De Mita Udc: bisogna garantire livelli di libertà democratiche

«I cattolici non sono mai stati moderati e oggi in Italia non vedo moderati, vedo disperati, persone in difficoltà. E’ per questo che come cattolici abbiamo il dovere di essere rivoluzionari. Come partito vogliamo fare il rinnovamento? E’ necessario che ognuno di noi faccia un bagno di umiltà. Il punto non è giudicare gli altri, ma superare i nostri limiti. Il rinnovamento è questo. Il nostro partito è un pezzo del problema nonostante nel 2008 siamo stati in grado di intercettare la novità. Il rinnovamento parte da qui. La questione non è fare nuovi partiti, mettere insieme nuove sigle e propagandarle come se fossero detersivi. Ci abbiamo provato diverse volte e ci siamo impigliati nell’errore». Lo ha dichiarato il deputato Giuseppe De Mita, vice segretario nazionale Udc, intervenendo a Foggia nell’ambito dell’incontro “Le prospettive dei cattolici moderati dell’Udc” promosso dall’onorevole Angelo Cera e dal coordinamento provinciale Udc di Foggia. Questo è solo l’inizio di una serie di incontri che l’Udc Foggiano metterà in campo nei prossimi mesi, per favorire un coinvolgimento dei cittadini pugliesi alla discussione e riflessione politico-istituzionale.
«Il rinnovamento – ha continuato De Mita – deve trovare nella credibilità il proprio atto fondativo perché la gente può credere nella politica se i politici tornano ad essere credibili e la credibilità si basa sull’ipotesi del governo possibile. In questo senso anche il rapporto con il Pd deve essere dialettico e conflittuale, deve essere funzionale all’allargamento dell’area di consenso nei confronti delle istituzioni democratiche. Ridiamo credibilità ai partiti non per rifondare l’Udc, ma perché non esistono sistemi democratici senza i partiti. Se vogliamo essere all’altezza della nostra storia, il nostro obiettivo è concorrere insieme ad altri a garantire il livello di libertà che i nostri padri ci hanno consegnato».
Dunque l’Udc con il convegno di ieri si interroga sul suo percorso politico, ponendosi domande sul come darsi una vera anima, ripartendo ovviamente dalla dottrina sociale della chiesa e dai suoi piu’ intimi principi , ma al tempo stesso adeguando le modalità di far politica al nuovo contesto socio-economico che sta emergendo nel paese. Un paese, il nostro, a cui sta mancando certamente una politica moderata di centro, manca come il pane un partito che tenga insieme pezzi importanti della società ,ecco questa sarà la vera sfida che gli uomini e le donne dell’Udc si propongono di affrontare, appunto per recuperare quel concetto di politica, inteso come “mediazione tra persone”finalizzato a realizzare il bene comune della società.
A cura Di Marco Grossi