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De Mita: il testo sulle unioni civili scontenta tutti, non affronta le questioni vere

«La legge sulle unioni civili così come approvata dal Senato è la conseguenza degli equilibri parlamentari, non riesco a vederla come una legge che ha provato a trovare un punto di equilibrio su una questione complessa». Lo ha dichiarato il deputato Giuseppe De Mita, intervenendo ad un confronto a Bastia Umbra promosso dall’associazione “A tu per tu” dedicato ai temi della famiglia e delle unioni civili.

«Le dinamiche parlamentari – ha continuato De Mita – hanno prevalso e se il testo venuto fuori scontenta tutti è perché non affronta le questioni vere. Trovo, ad esempio, che introdurre come elemento distintivo con il matrimonio il vincolo morale della fedeltà è avvilente. Probabilmente la vicenda per come è andata potrebbe avere anche un riscontro positivo perché, non avendo il testo licenziato risposto a nessun interrogativo sul tappeto, ci potrebbe essere lo spazio per recuperare una discussione più lucida».

«Nella coscienza del Paese – ha concluso il deputato Udc – questo è il punto massimo a cui si può arrivare. E allora mi fermerei sul punto ragionevolmente possibile. Ora siccome l’evidenza è che la procreazione è quella naturalmente prevista, oltre non mi sentirei di andare. E condivido che tutta la questione della procreazione debba riguardare allo stesso modo le coppie omosessuali e quelle eterosessuali. Scollinata questa fase molto polverosa, la riflessione andrebbe ripresa più fuori che dentro il Parlamento, aprendo una discussione sulla deriva antropologica che condiziona la nostra epoca. L’aver escluso, e credo che questo sia più frutto del caso che di una vera intenzione, tutte le questioni legate all’adozione lascia il campo aperto e può consentire forse l’avvio di una discussione in una maniera finalmente giusta. Chiudiamo questa parentesi con l’approvazione alla Camera della legge Cirinnà e riprendiamo il confronto in una maniera più intelligente».

A cura di Marco Grossi

 

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