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Cyberbullismo: l’esperto risponde,ogni giorno vittime in rete

Sociale – Intelligente, preciso e tecnologicamente avanzato; ecco il nuovo profilo del cyberbullo, che da vittima nella vita reale diventa padrone di sé e degli altri in quella virtuale.  Ed anche il cyberbullismo a passo con i tempi della Rete assume, di contro, forme e aspetti diversi; attenzione, dunque, a riconoscerne le caratteristiche.

Un adolescente, vittima nella vita quotidiana potrebbe, al contrario, diventare bullo nello spazio digitale per i seguenti motivi: ad un cyberbullo non è richiesto un aspetto fisico più sviluppato rispetto al gruppo di riferimento, o in generale altre caratteristiche fisiche o personali proprie di un “leader”, bensì bisogna possedere anonimato, intelligenza sopra la media ed infine precisione, per studiare un’azione contro un’altra persona o anche un insieme di persone.

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Queste sono caratteristiche che spesso un bullo in territori “fisici” non possiede, poiché agisce con un impeto aggressivo, al contrario del “nuovo” cyberbullo, che spesso è una persona insospettabile, se non addirittura vittima di giorno che si trasforma in bullo on-line.

Di conseguenza oggi, con la nascita quasi quotidiana di nuovi social network, applicazioni e funzioni per smartphone, diventa sempre più difficile, per genitori, insegnanti e specialisti della materia in generale, riuscire a capire se il disturbo presentato da un ragazzo fa parte di una delle forme ibridate di cyberbullismo.

Il cyberbullismo, dunque, come tanti altri fenomeni sociali emergenti, va letto come sindrome mutante e culturalmente caratterizzata, dove in base alla zona geografica di provenienza e agli strumenti utilizzati si presenta con forme diverse da quella “classica” e si caratterizza per modalità nuove, ibride, a cavallo tra diversi fenomeni.

Per questo è importante non tralasciare nessun particolare, che possa aiutare a comprendere meglio questo fenomeno in continua evoluzione. Nel tempo, inoltre, una delle cause scatenanti, sottovalutate nella maggior parte dei casi,  è stata la mancanza di utilizzo critico dei nuovi media: imparare a conoscere lo spazio virtuale è adesso di fondamentale importanza.

A distanza di 15 anni dell’avvio dell’era digitale e della continua evoluzione delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione il bullismo on line ha dunque invertito i ruoli tanto che bisognerebbe riqualificare il fenomeno. La definizione di cyberbullismo data da Smith et al. nel 2008:


“un atto aggressivo e intenzionale, condotto da un individuo o gruppo di individui, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel corso del tempo contro una vittima che ha difficoltà a difendersi”

potrebbe allora essere ancora contemporanea ma bisogna chiedersi:

  • quanto il fenomeno del cyberbullismo non sta andando in una direzione diversa?
  • E quanto diventa sempre più difficile riuscire a riconoscerlo e a darne una forma univoca?

Ho la sensazione, studiando questo fenomeno da vicino nelle sue varie forme, che come già sta accadendo con i disturbi alimentari ed altre patologie mentali, stia cambiando direzione e, in qualche modo, stia “tradendo” le impostazioni iniziali. Pur nascendo quindi nell’alveo del bullismo, il cyberbullismo sta sviluppando caratteristiche proprie.

L’esperto Roberto Karra