Il covid-19 ha condizionato il sistema giudiziario. Intervista all’avv.Giacomo Dello Russo

Il Covid 19 ha rallentato ancor di più la giustizia; focus sul sistema giudiziario in Irpinia da un’ intervista all’avv.Giacomo Dello Russo, che pubblichiamo

Il covid-19 ha condizionato il sistema giudiziario. Intervista all’avv.Giacomo Dello Russo

In questo drammatico anno 2020 l’Epidema da Coronavirus ha rallentato quasi tutti i settori vitali del mondo produttivo, economico e sociale in Italia e nel mondo. Ma vediamo come ha infierito la crisi da Covid sul mondo giudiziario e nel funzionamento della giustizia in Irpinia.

E’ arcinoto come le procedure giudiziarie in Italia non siano veloci per cui succede, tanto per restare nella nostra Campania, vi siano rinvii delle udienze civili di un anno al tribunale di Avellino e fino a due anni al foro di Napoli ed interland partenopeo; al Giudice di Pace, organismo concepito per la trattazione veloce di cause di rilevanza minore, i rinvii variano dai sei mesi ad un anno per gli uffici più congestionati. Già in tempi normali gli uffici giudiziari non si potevano definire dei fulmini di guerra; l’avvento del Covid-19 ha causato ulteriori ritardi, a causa delle limitazioni all’accesso del pubblico (parti, testi, ecc.)  e degli operatori di giustizia (legali e procuratori) non solo alle udienze, ma anche presso gli stessi uffici giudiziari. Le procedure di informatizzazione degli uffici, installate da alcuni anni hanno sicuramente snellito le istruttorie e le formalità amministrative, ma sono ancora in itinere, cioè interi reparti devono ancora essere inizializzati.

Dei problemi della giustizia con implicazione Covid in Irpinia ne parliamo con l’avv.Giacomo Dello Russo, patrocinante in Cassazione, già consigliere dell’Ordine di Avellino che tratta le tematiche civile e lavoro.

Avvocato, volevamo sapere quanto ha inciso l‘emergenza Coronavirus sul sistema giustizia in Irpinia?

Sicuramente il Covid-19 ha rallentato molto le procedure giudiziarie, soprattutto nella fase istruttoria delle udienze, sia per il blocco totale da lockdown che per la successiva lenta riorganizzazione. 

Sospensione delle udienze da marzo a tutto giugno, lavoro in smart working tuttora per gli uffici. Si poteva fare di piu’ o meglio?

Uno strascico dovuto al lockdown era inevitabile, ma se ci fossero state direttive univoche da parte del Ministero, cioè valide per l’intero territorio nazionale, tutto avrebbe funzionato meglio; attribuire ai presidenti dei tribunali locali l’onere e di decidere in autonomia ha creato il caos in quanto a noi legali, che frequentiamo diversi uffici giudiziari, capita di dover fronteggiare procedure diverse e quindi disagi di vario tipo.

A livello locale come stanno funzionando tribunale ed uffici periferici?

Come dicevo prima, a seconda dei casi si celebrano udienze in presenza ed altre da remoto con deposito telematico delle trattazioni; si è chiesto di adottare la procedura in videoconferenza che garantirebbe lo svolgimento continuo e in massima sicurezza. Ed a questo proposito devo constatare che il Consiglio dell’Ordine di Avellino non si è  mostrato molto attivo; molti colleghi si sono lamentati di scarso interesse verso i problemi della categoria, aggravati dalla stagnazione dell’attività causa Covid.

Quali le attività degli uffici giudiziari degni di nota e quali quelle da migliorare?

Sicuramente l’adozione dello Sportello Unico all’ingresso dell’ufficio del Giudice di Pace si è dimostrato pratico e funzionale; si auspica che possa essere adottato anche in altre sezioni, come Civile e Lavoro. Anche l’organizzazione per fasce orarie delle udienze è una buona iniziativa, che raziona gli ingressi evitando assembramenti e inutili attese.

Avvocato Dello Russo, Lei è anche consulente legale dell’Associazione ACAI (Artigiani): come procede l’attività del Patronato, sempre in ordine al Covid?

Certamente rallentata, ma procede. Un esempio per tutti: il Patronato assiste la categoria  degli artigiani, di cui molti anziani da accompagnare alle visite collegiali dell’Inps; essendo molti considerati soggetti fragili va adottato il massimo delle cautele e quindi l’iter delle pratiche risulta giocoforza più complesso.