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CNOAS, scrive a presa diretta di RAI3

Resa pubblica la lettera inviata al programma di Presadiretta dalla Presidente dell’ordine Nazionale degli Assistenti sociali dott.ssa Mordeglia, in merito al temache la trasmissione affronterà domenica 25 gennaio alle 21.45 dal titolo “Famiglie abbandonate”. Un programma che racconta l’inchiesta fatta in tutta Italia che raccoglie le storie di genitori che hanno vissuto l’esperienza dell’allontanamento dei figli da parte dei Tribunali dei Minori. Un sistema italiano che purtroppo ha investito sempre meno nei programmi di politiche sociali attive per le famiglie. Il rischio precisa la presidente Mordeglia,- che si possa dare alla povertà una colpa che pesi sulla genitorialità e sui figli- , cosa ben lontana dagli interventi che gli assistenti sociali si trovano ad attuare ogni giorno, nonostante le difficoltà e il depauperamento del fondo per le famiglie, l’intervento privilegia sempre e comunque il sostegno alla famiglia come risorsa .
Si legge dalla lettera;

“è certamente una buona notizia che la prossima puntata di Presadiretta,“Famiglie abbandonate”, tocchi il tema delle ripercussioni e delle conseguenze che i continui tagli al welfare producono sulla qualità della vita delle famiglie –specialmente di quelle che più avrebbero bisogno di sostegno
–ed è positivo che il Servizio Pubblico della Rai se ne faccia carico. Come voi sapete gli assistenti sociali vivono quotidianamente sulla loro pellequesti problemi perché sono ogni giorno a contatto con famiglie, anziani, minorenni e con le persone aggredite dalle nuove povertà che di quei servizi sociali invece continuamente ridimensionati e tagliati avrebbero il diritto di fruire.“Famiglie abbandonate” affronterà anche il tema dei minori di età allontanati dalle famiglie. E’ un tema difficile; ogni caso è sempre un caso a sé, davvero nessuna situazione è uguale ad un’altra. Ma c’è un aspetto che le accomuna SEMPRE tutte. Mai ripeto, MAI la valutazione inviata al Tribunale per i Minorenni ha alla base la motivazione che un minorenne viene allontanato perché la sua famiglia ha problemi economici o, per dirla ruvidamente, perché i suoi genitori sono poveri. Nella convinzione che la propria famiglia, seppur in difficoltà, è il luogo che più di ogni altro corrisponde alle esigenze di un bambino e di un adolescente di essere amato ed educato, vengono SEMPRE esperiti tutti i possibili tentativi per sostenere la famiglia e garantire il diritto del bambino a crescere nella propria. Diversamente le motivazioni determinanti alla base delle capacità genitoriali si rilevano determinanti (e presenti,più d’una ben più frequentemente di quanto si immagini): maltrattamenti; abusi; gravi patologie dei genitori; dipendenze, ecc.; inadeguatezza o assenza di altre persone della famiglia allargata in grado di svolgere adeguatamente le veci dei genitori.”

Una precisazione ben accolta dalla comunità degli assistenti sociali che vivono spesso il pregiudizio di professionisti dediti a togliere i bambini alle famiglie.Il servizio sociale ha delle basi deontologiche che riconoscono nella persona e nella famiglia “la centralità della persona” portatrice di un bisogno come unica e distinta dalle altre, collocandola entro il suo contesto di vita relazionale e ambientale, al fine di determinarne l’autodeterminazione e una risoluzione nel processo d’aiuto.

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