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Il miracolo della medicina, chip nel cervello di ragazzo paralizzato: può muovere la mano

Svolta sensazionale nella ricerca medica per i tetraplegici. Circa sei anni fa il 24enne  Ian Burkhart rimase completamente paralizzato a causa di un incidente, oggi grazie alla scienza medica è riuscito ad usare la mano. L’esprimento, una prima al mondo, è stato reso possibile da un software che ha sostituito il midollo danneggiato, il sistema di comunicazione tra tra il cervello e i muscoli della mano del paziente, Ian Burkhart.

Dunque il progresso tecnico-medico negli ultimi anni sta raggiungendo vette incredibili, anno dopo anno, medici, ricercatori,scienziati, compiono delle vere e proprie imprese epiche, tra scoperte incredibili, nuove cure ed operazioni al limite dell’umano, stanno rendendo la medicina quasi fantascientifica. L’evoluzione è notevole, solo 15 anni fa sarebbe stato impensabile impiantare cuori bionici, creare arti super tecnologici e sicuramente avrebbe strappato una sonora risata se qualcuno ci avesse detto che un giorno grazie ad un chip, un ragazzo paralizzato avrebbe potuto muovere una mano. Tuttavia, è accaduto realmente, un giovane con gambe e braccia paralizzate, è riuscito a muovere la mano, le dita ed il polso, non solo, riuscendo ad afferrare una bottiglia, versare acqua in un bicchiere, e per non farsi mancare nulla è riuscito anche a suonare una chitarra di plastica collegata ad un videogioco. Come è stato possibile? Grazie alla super tecnologia applicata alla medicina, un chip gli è stato impiantato nel cervello, ed è il primo caso al mondo, o meglio, il primo esperimento del genere, mai eseguito su un essere umano. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato si deve al gruppo coordinato da Ali Rezai, della Ohio State University, da Chad Bouton, dell’Istituto Feinstein per la ricerca medica, e da Nick Annetta, del Battelle Memorial Institute.

Entrando nello specifico, il chip, di pochi millimetri è stato impiantato nella corteccia cerebrale che ha il compito di controllare i movimenti del corpo umano, gli impulsi inviati dal chip incanalano i segnali nervosi a un sistema di elettrodi posti sull’avambraccio, che successivamente li trasmette alla mano. In pratica, spiegano gli esperti, è come un bypass nervoso, il sistema ”ripristina artificialmente riesce a ripristinare il collegamento tra i segnali che il cervello invia agli arti per farli muovere, che è interrotto nelle persone paralizzate a causa di lesioni spinali”.

 

E’ la prima volta che la medicina supera se stessa, riuscendo a raggiungere un risultato del genere con un paziente tetraplegico. Il 24enne Burkhart dopo un incidente aveva danneggiato la spina dorsale, con la spiacevole conseguenza della completa perdita dell’uso degli arti. Potrebbe sembrare un miracolo, ed invece è il frutto di accurati studi e sperimentazioni durate due anni: ora il paziente può compiere diverse azioni con la mano, mescolare il caffè, usare la carta di credito, suonare attraverso un programma per pc. Non siamo dinanzi una nuova una cura per le paralisi, il lavoro da fare è ancora tantissimo. Burkhart, può compiere azioni usando la mano solo quando viene connessa al computer nel laboratorio in cui si sta svolgendo l’esperimento clinico. Quindi prima che questa tecnologia possa essere applicata concretamente alle persone affette da paralisi, passeranno presumibilmente molti anni. Tuttavia è un evento gigantesco e l’ingegneria neuronale sta compiendo passi straordinari. Siamo sicuri che in un futuro non troppo lontano alcuni “miracoli”, diventeranno scienza medica.