Home Politica Asse PD e M5S, tra accordo, opposizione e rischio nuove elezioni

Asse PD e M5S, tra accordo, opposizione e rischio nuove elezioni

Dopo la conclusione del mandato esplorativo del Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, si è aperto uno spiraglio di dialogo tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico, come del resto ha poi confermato il reggente Martina. Anche se i renziani puri e duri sono contrari ad una intesa di Governo con il movimento di Grillo, facendo leva sulla totale differenza e antitesi tra i due i programmi e progetti di paese.

Mentre la corrente del Ministro della Cultura Dario Franceschini, il quale, già nelle scorse settimane aveva parlato della necessità del partito di avviare un confronto con i pentastellati su temi e programmi per rilanciare il paese , mettendo da parte tutti i contrasti che sono emersi durante la campagna elettorale?. Dello stesso avviso pare essere anche il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, leader della minoranza Dem insieme a Gianni Cuperlo.

Ma il partito è ancora saldamente nelle mani di Matteo Renzi, che sta dettando la linea politica e le indicazioni del percorso politico del partito. È alla direzione del prossimo 3 maggio l’ex premier spiegherà cosa fare, e con ogni probabilità ribadirà come il Partito Democratico all’opposizione ,e quindi farà , quasi sicuramente farà naufragare la possibilità di un appoggio esterno ad un eventuale Governo Di Maio.

Nei circoli dem e sulla rete pare che gli iscritti e gli elettori del PD appoggino la linea dell’ex Premier , i militanti non vedono di buon occhio un appoggio del partito ad un futuro esecutivo monocolore Cinque Stelle. Anche se una parte dei militanti teme che l’isolamento del partito e la mancanza di una vera strategia di opposizione , possa determinare l’isolamento e l’irrilevanza del Pd con ulteriore perdita di consensi.

Infatti tutti i sondaggi dicono che eventuali nuove elezioni nel prossimo autunno  potrebbero nuocere gravemente al Pd e al centro sinistra nel suo complesso, tutto a vantaggio dei cinque stelle e di Matteo Salvini. La scelta da fare non è assolutamente facile , ogni decisione porterà con se effetti e polemiche, ma il 3 maggio al Pd, al di là della scelta, serve una scelta chiara, seria e netta per il bene del paese, pena la scomparsa definitiva, nei prossimi mesi del campo progressista e di sinistra nel nostro paese.