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Accuse a Sarkozy e Platini: i cugini d’Oltralpe non sono al di sopra di ogni sospetto!

Nicolas Sarkozy, rinviato a giudizio, sara’ processato per corruzione e traffico di influenze. Nello stesso tempo Michel Platini e’ in stato di fermo perche’ accusato di favoreggiamento nella designazione del Qatar per i Mondiali 2022. Il caso Sarkozy e’ un inedito: non era mai successo che un Presidente francese, dall’inizio della Quinta Repubblica, fosse rinviato a giudizio. Egli e’ accusato di aver barattato finanziamenti illegali da parte di Lilian Betancourt, miliardaria ereditiera dell’Oreal, con una raccomandazione a favore di un giudice per un incarico di prestigio a Monaco. I fatti risalgono al 2014, i telefoni del presidente francese erano stati messi sotto controllo per un sospetto di finanziamenti illeciti per la sua campagna elettorale del 2007 da parte del dittatore libico Gheddafi.

Il presidente transalpino rischia di essere processato anche per aver fatturato e reso pubbliche solo meta’ delle spese occorse per la campagna presidenziale del 2012 (avrebbe speso 42,8 milioni a fronte di 22,5 autorizzati). Insomma tutti questi precedenti dimostrano che il premier francese pur di raggiungere la massima carica non avrebbe indugiato ad usare metodi spericolati.

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Quanto a Platini, campione tanto amato dalla tifoseria juventina e ammirato per le gesta calcistiche anche a favore della nazionale francese, rischia di infangare la sua immagine di sportivo prima e di dirigente calcistico poi. Oltre ad aver conquistato tre Palloni d’Oro, massimo riconoscimento personale per un calciatore, a fine carriera si era proiettato nella carriera manageriale che lo ha insignito dapprima della carica di presidente Uefa e di vicepresidente Fifa dopo. Recatosi per una testimonianza in tribunale, ivi e’ stato spiccato a suo carico un provvedimento di fermo in quanto accusato di aver favorito la designazione del Qatar per i Mondiali 2022.

I fatti risalgono al 2010 quando ad un pranzo all’Eliseo con Sarkozy (ancora lui!) quest’ultimo gli avrebbe raccomandato la “spinta” del Qatar, essendo lo stato arabo un ottimo partner commerciale della Francia. Qualche giorno dopo difatti fu scelta la nazione degli Emirati Arabi come sede del Mondiale a danno degli Stati Uniti. Nell stesso convivio si sarebbe trattato anche dell’acquisto della squadra Paris S.G., di aumentare la partecipazione dei qatarioti nel gruppo Lagardere e di creare un nuovo canale sportivo, Beln Sports. Tutti affari puntualmente conclusi poco tempo dopo. Che danno adito a ipotesi di corruzione o quantomeno a “traffico di influenze”. Morale della favola: se gli italiani fanno i furbetti, i transalpini non scherzano…