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Accordo per ‘Industria Italiana Autobus’ con Ferrovie e Leonardo; per Fca una speranza con Toyota

Fruttuosa riunione al Ministero dello Sviluppo Economico ove i vertici di Industria Italiana Autobus si sono incontrati con quelli di Ferrovie dello Stato e Leonardo spa. Le tre societa’ hanno espresso manifestazione di interesse alla costituzione di un polo unico per la produzione di autobus.

Asuggellare l’iniziativa sara’ l’Assemblea straodinaria di Industria Italiana Autobus che si terra’tra meno di un mese, il 9 novembre prossimo. Finalmente una seria e concreta prospettiva che permettera’ all azienda di Flumeri di iniziare il risanamento necessario ad intraprendere una concreta produzione di quegli autobus di ultima generazione richiesti dal mercato e per i quali ha gia’ acquisito un discreto ordinativo. Le solide basi del costituendo Polo metteranno fine alle tribolazioni dei circa trecento dipendenti che negli ultimi sei anni hanno piu’ volte dovuto far ricorso alla cassa Integrazione, senza poter usufruire di continuita’ lavorativa.

C’e’ invece molta incertezza sul futuro della FCA di Pratola Serra, per la quale sono gia’ state programmate varie giornate di cassa integrazione per novembre. Da fonti romane si apprende dell’interesse della Hyundai che vorrebbe una joint venture con la FCA per iniziare la produzione di motori ibridi ed elettrici. Del resto la conversione dello stabilimento di Pratola Serra appare necessario dato che attualmente produce esclusivamente motori diesel, che il mercato inizia a non richiedere piu’. Difatti le ordinanze dei sindaci delle maggiori citta’ italiane che dispongono limitazioni al traffico fanno presagire una graduale messa al bando per i motori alimentati a gasolio.

I sindacati irpini si sono allertati convocando riunioni per venerdi 12 ottobre (Fim-Cisl) e per il 15 ottobre (Fiom-Cgil). Se del possibile accordo tra la societa’ coreana e la FCA si vocifera da mesi di fatto siamo ancora alle battute iniziali. Secondo indiscrezioni la Hyundai, valutando possibile una fusione, chiederebbe il taglio di 400 unita’ da smaltire parzialmente con prepensionamenti ed esodi anticipati. Certo la riconversione richiederebbe un paio di anni, ma e’ bene mobilitarsi da subito per non trovarsi spiazzati dalla concorrenza e dal futuro dell’automotive.