NEW YORK – Un ingegnere italiano di una petroliera italiana è stato portato nel carcere americano per aver deliberatamente nascosto lo scarico di rifiuti nell’oceano Atlantico. La notizia è stata pubblicata dai giornali americani. L’uomo è di origine siciliana, e si è dichiarato colpevole davanti al tribunale federale di Newark, in New Jersey. L’italiano dovrà scontare una pena pari a otto mesi di carcere e al pagamento di una multa di 5’000 dollari. Gli scarichi provenivano da una nave di proprietà della società D’Amica Shipping Italia S.p.A., società italiana quotata in borsa, specializzata nel trasporto marittimo su scala internazionale e leader nel mercato delle navi cisterna. La società è stata fondata in Irlanda nel 2001, opera con una flotta di navi a doppio scafo che vengono principalmente impiegate nel trasporto di prodotti petroliferi raffinati, fornendo servizi di trasporto via mare su scala mondiale alle maggiori compagnie petrolifere e società di trading. Difatti la nominata società ha visitato i porti di Everglades in Florida, Baltimora e Bayonne. L’ingegnere che era a capo della nave cisterna ha ammesso di non aver utilizzato le attrezzature contro l’inquinamento, oltre ad aver istruito i membri dell’equipaggio di mentire alla Guardia Costiera americana durante le ispezioni, è stato coinvolto in giudizio anche un altro ingegnere italiano si è dichiarato colpevole e verrà condannato a gennaio.
USA, arrestato ingegnere italiano accusato di aver scaricato rifiuti nell’oceano Atlantico